Wade Boggs, il campione di baseball che amava la birra

Wade Boggs era capace di alzare il gomito ogni notte ben oltre ogni limite umano. La carriera dell’uomo di Omaha.

Alcol e sportivi, sebbene siano due concetti che debbano rimanere parecchio distanti, sono spesso invece storicamente associati. Amanti del gomito alto ne è pieno il mondo (e Boggs era uno di questi), ma quando ad essere alticci sono campioni dello sport, la cosa non passa inosservata. E quando arriva il mese di settembre, le attenzioni degli amanti della birra si riversano sull’evento clou dell’anno, il mitico Oktoberfest di Monaco di Baviera, meta tradizionale per gli appassionati delle “bionde”.

Wade Anthony Boggs, nato il 15 giugno 1958 ad Omaha, fu un grande battitore nonché terza base, prima dei Boston Red Sox e poi dei New York Yankees, percorrendo così la strada che anche il più grande giocatore della storia dello sport del “batti e corri” fece a suo tempo, ovvero Babe Ruth.

Wade Boggs festeggia le World Series a cavallo

Con la casacca dei Red Sox militò per un decennio, dal suo esordio nella MLB nel 1982 fino al 1992 ed ovviamente, essendo il team ancora “sotto effetto” della maledizione del Bambino, alias Ruth, non riuscì mai a mettersi l’anello al dito, quello di vincitore del campionato.

Tuttavia si fece ben conoscere ed apprezzare per le sue doti in battuta: alla fine della carriera saranno ben 12 le presenza consecutive all’All Star Game, al terzo posto per numero di convocazioni consecutive per un terza base. Il passaggio, nel 1993, agli odiati Yankees, gli permetterà di conquistare definitivamente il palcoscenico. La vittoria nelle World Series del 1996 ed l’immagine del suo giro a cavallo, salendo in sella dietro ad un poliziotto durante i festeggiamenti, farà presto il giro del mondo.

Le ultime due stagioni ai Tampa Bay Devils Ray, 1998-99, serviranno solo da viatico alla “pensione”. Il ritiro della sua casacca, la numero 26, da parte dei Boston Red Sox, avvenne solo nell’aprile 2016: tanti, forse troppi anni, ma il regolamento della franchigia era ed è molto rigido. Solo i giocatori che abbiano lasciato un segno nella storia della squadra, purchè abbiano concluso la carriera indossando la prestigiosa maglia, possono vantare il diritto al ritiro del numero. Per Boggs i Red Sox decisero dunque di fare uno strappo alla regola. Altrettanto fece la dirigenza canadese di Tampa Bay, che tolse dalla numerazione disponibile la numero 12. Inoltre,

L’aneddoto curioso: la sua passione per l’alcol

Ma per Wade Boggs il divertimento non era solo il diamante: era infatti noto per essere un gran bevitore, senza però aver mai registrato episodi di molestia. Si narrò infatti per anni che, per intrattenersi durante una trasferta con la squadra di New York, cominciò a scolarsi una lattina di birra dietro l’altra, dando vita alla Miller Lite marathon dal nome della marca che consumava.

Ebbene, per alleggerire la tensione del viaggio, Boggs arrivò a scolarsi ben 64 lattine della sua amata birra!! Peccato che qualche anno dopo il terza base, ormai ritirato, dirà la sua in merito alla leggenda: non erano 64 le birre…ma 107!!

Come segno scaramantico inoltre, il baffuto terza base era solito mangiare del pollo nei giorni precedenti le partite: ebbene, nel 1984, fu dato alle stampe un libro, The Fowl tips, di ricette solo a base di pollo.

La rivista Men’s Fitness lo ha inserito nella Top Ten degli sportivi più scaramantici.

Wade Boggs: palmares

World Series: 1996 con New York Yankees

MLB All-Star: 12 (1985, 1986, 1987, 1988, 1989, 1990, 1991, 1992, 1993, 1994, 1995, 1996)
Gold Glove Award: 2 (1995, 1996)
Silver Slugger Award: 8 (1983, 1986, 1987, 1988 1989, 1991, 1993, 1994)
Numero 26 ritirato dai Boston Red Sox
Numero 12 ritirato dai Tampa Bay Rays
Club delle 3000 valide

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