Tutte le frasi famose di Marcelo El Loco Bielsa

Estate caldissima per El Loco, al secolo Marcelo Bielsa, allenatore argentino, oro olimpico ad Atene 2004 nonchè tecnico di Cile, condotto al Mondiale 2010, Athletic Bilbao (finale persa di Europa League) e Marsiglia, dopo aver iniziato la carriera nella città nativa di Rosario (21 luglio 1955), guidando il Newell’s Old Boys. Poi, il passaggio in Inghiltera, riportando lo storico club del Leeds in massima serie, in Premier League, dopo un lungo digiuno.

Metodico nello studiare le partite e gli avversari, spregiudicato e diretto nelle conferenze stampa, veri e propri show mediatici in cui esprime, con educazione, i suoi concetti. Avremmo potuto vederlo in Italia alla guida della Lazio, ma alcune incomprensioni con il presidente Lotito lo hanno portato a rivedere i piani.

Nel frattempo gustatevi le sue frasi più famose, Hasta Luego Marcelo !

“Sono a favore di un calcio più aggressivo e meno paziente. Perché? Perché sono ansioso di natura e perché sono argentino.”

«Mi piaceva leggere di Menotti e di Bilardo, ma non potevo comprare ogni giorno i 12 quotidiani che arrivavano a Rosario, così cominciai a gestire un’edicola in centro.»

«Un’opportunità è un gol, e un gol per noi è la vita».

«Per me, la fiducia è sinonimo di relax. Io preferisco la paura, perché ti costringe stare sull’attenti».

«L’unico modo che io ho di intendere il calcio è la pressione costante, giocare nella metà campo avversaria ed essere il padrone del pallone».

«La gioia di una vittoria in una partita dura cinque minuti, la partita finisce e c’è un senso di effervescenza, una sensazione di adrenalina al massimo che genera eccitazione e felicità. Ma sono solo cinque minuti, e dopo c’è un enorme e grandissimo vuoto. È una solitudine indescrivibile».

«Ragazzi, so che è difficile accettare l’ingiustizia, ma ascoltate ciò che vi dirò: ingoiate il veleno, dovete essere forti. So che adesso non c’è parola che possa rasserenarvi, ma se giocherete come oggi otterrete ciò che meritate».

«Sono speciale ho veramente a cuore il parere degli altri e mi dispiace parecchio per ciò che a volte pensano di me. Per questo costa tanto allenare. E’ un lavoro pubblico, non mi piace che mi odino o insultino».

«Vidal? Tutto quello che fa è disordine A niente servono le gambe all’altezza della testa, se vuole giocare con me deve fare il calcio che gli chiedo Non mancano di certo gli eroi nel nostro mondo».

«Il progetto non può escludere i destinatari. In Argentina i tifosi vivono meglio se si vince. Potere all’allenatore».

«Perché dovrei concedere un’intervista a una persona importante e negarla al piccolo giornalista di provincia? Quali sono i criteri per fare una cosa del genere? Il mio interesse? Questo è opportunismo».

«Non esiste un solo motivo, neppure uno, perché un giocatore in campo stia fermo. Il calcio è movimento, il calcio è correre e smarcarsi».

“Questo non è calcio, questo non è calcio. Solo palla lunga al centravanti. Questo non è calcio: tutti indietro. Questo non è giocare, questo non è giocare!”
(Bielsa a Casiraghi dopo il ko del suo Cile nella finale del Torneo di Tolone (2008) in cui vinse l’Italia 1-0 con gol di Osvaldo).

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.