Thomas Burke, il primo vincitore dei 100 metri alle Olimpiadi

La storia di Thomas Burke, il  primo vincitore dei 100 metri alle Olimpiadi, nell’edizione di Atene 1896, quando il mondo ritornò a competere dopo più di un millennio.

 

Gara regina dell’atletica leggera ed ovviamente attesa alle Olimpiadi come la competizione che esprime l’uomo più veloce al mondo, i 100 metri piani fecero il loro ingresso ai moderni Giochi Olimpici fin dalla prima edizione di Atene 1896. Fu Thomas Edmund Burke (1875- 1929) il primo atleta a tagliare il nastro (a quell’epoca presente) della prima edizione della gara che si tenne presso lo Stadio Panathinaiko, opera monumento dello sport moderno e che sarà teatro anche dell’arrivo della maratona ad Atene 2004 vinta dal nostro Stefano Baldini.

Burke, allora ventenne, arrivava da Boston e vincerà anche la gara dei 400 metri piani, impresa finora mai riuscita a nessun altro.

Il New York Times scrisse in merito alla gara: “Allo sparo, Burke balzò in avanti, subito seguito dal tedesco Hofmann, che venne superato di due metri sul traguardo, con gli altri corridori che seguirono in sequenza….Fra gli applausi, la bandiera americana sventolò in alto”.

Burke era nato nella West End in Boston; suo padre era becchino presso la Chiesa di St. Joseph e quando vinse le Olimpiadi frequentava il secondo anno di legge presso la Boston University.

Durante la Prima Guerra Mondiale, con il grado di luogotenente, sarà il più anziano, all’età di 43 anni, a guadagnarsi tali gradi nell’esercito americano. Ma torniamo alla sua impresa ateniese.

Semplice studente universitario, arrivò nella capitale greca con il ruolo di favorito, ma nella gara dei 400 metri piani, avendo vinto il titolo americano nella specialità nelle ultime due edizioni.  Alla partenza, in un’epoca in cui non esistevano i blocchi di partenza, Burke ed i suoi compagni americani Tom Curtis e Francis Lane si posizionarono proni, dimostrando di conoscere già la metodologia corretta per sfruttare al massimo l’energia.

Fra il pubblico, i compagni cominciarono a gridare “B. A. A.! Rah! Rah! Rah!” in onore dell’università di provenienza, anche questa cosa poco consona al pubblico di stampo europeo. Burke corse la batteria di qualificazione in 11.8 secondi; sarà leggermente più lento nella finalissima, corsa di fronte a 40.000 persona assiepate sugli spalti ed altre 60.000 che guardavano dalla collina che sormonta lo stadio.

Con il tempo di 12 secondi netti vincerà la medaglia d’oro davanti al tedesco Hofmann, conquistando anche il titolo onorifico di “uomo più veloce al mondo”. Qualche giorno più tardi farà il bis sui 400 metri, percorsi in 54.2 secondi.Burke in una foto dell'epoca

La sua esperienza ateniese, quando pote assistere alla Maratona, lo spinse ad essere uno dei patrocinatori della Boston Marathon, che tuttora è una delle gare sulla distanza dei 42 chilometri più prestigiosa al mondo. Oltre a svolgere l’attività di avvocato, fu allenatore di atletica leggera presso la Mercersberg Academy in Pennsylvania nonché giornalista per il Boston Journal ed il Boston Post.

Morirà a soli 53 anni per infarto, mentre era a bordo del traghetto che lo portava da Winthrop a Boston.

 

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