Thierry Claveyrolat: la triste fine del re della montagna

Anche le storie tristi purtroppo vano raccontate, per rispetto di chi le ha vissute con grande dolore fino all’ultimo giorno della vita: ci riferiamo ad un ciclista francese degli anni ’80 e ’90, Thierry Claveyrolat.

Il 31 marzo 1959 nasce Thierry Claveyrolat a La Tronche, nella regione del Rodano-Alpi. Figlio di un ex vigile del fuoco di Parigi che si era trasferito sulle Alpi, lui e suo fratello iniziarono a pedalare nei dintorni montuosi della loro casa e all’età di 6 anni voleva già essere un professionista.

Lo divenne nel 1983, quando aveva 24 anni, in una squadra chiamata UC Pélussin. La squadra era così modesta che Claveyrolat lavorava nell’edilizia per guadagnarsi un salario dignitoso, ma grazie a una prestazione eccezionale nel Delfinato quell’anno gli valse un contratto con la Système U, compagine francese che era diretta discendente della Renault di Bernard Hinault ed avrebbe poi avuto in seguito l’altra stella transalpina Laurent Fignon.

Dopo aver corso per un anno in questa squadra, passò alla La Redoute, finendo nel 1986 all’RMO , dove ottenne i suoi primi trionfi, come una tappa del Delfinato.

Nel 1990 arriva il suo momento migliore, quando riesce a conquistare la maglia a pois come miglior scalatore al Tour de France, edizione in cui vince una tappa.

Nel 1991 firma per il Gruppo Z, quello dell’americano Greg LeMond, con il ruolo di gregario. Nel 1993 entra a far parte della GAN, per vivere la sua ultima stagione, ritirandosi nel 1994. Decide di acquistare un bar nella cittadina di Vizille, vicino alla sua città natale, e lo chiama L’Étape . Era decorato con maglie e cimeli del suo tempo da ciclista. Il bar fu subito un grande successo. Come se non bastasse, nel 1998 vinse un premio della lotteria di un milione di franchi.

Il 13 agosto 1999, la vita di Claveyrolat cambiò per sempre e terribilmente. Stava guidando su una strada di montagna che portava alla Côte de Laffrey, che aveva percorso molte volte da ciclista. Claveyrolat, che si era ubriacato, si trovò a compiere una manovra pericolosa che ha provocato una collisione con una Renault 19 nella quale viaggiavano un uomo e suo figlio di 14 anni. L’uomo ha riportato fratture multiple e il ragazzo perse un occhio.

L’incidente colpì molto duramente Claveyrolat, che aveva anche altri problemi familiari e finanziari, nonostante avesse vinto alla lotteria. Il 7 settembre 1999, alle 3 del mattino, il ciclista scese nella cantina di casa sua e si sparò con un fucile da caccia . Aveva 40 anni e due figli di 11 e 9 anni.

Davide Bernasconi

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