Sarà per il fatto che una grande del calcio europeo, il Barcellona, non avesse ancora conquistato una Coppa dei Campioni all’alba degli anni 80. Sebbene nel corso della sua lunghissima storia avesse sofferto e non poco, la rivalità con il Real Madrid, anche sotto l’aspetto politico, per i blaugrana ogni tentativo con la coppa delle grandi orecchie strideva sempre.
Ci volle la finale casalinga, giocata nella caldissima Siviglia, per preparare il giusto abbrivio al successo ancora mancante. Se la formazione iberica era imperniata su elementi che costituivano la nazionale (ma non erano ancora le Furie Rosse degli anni Duemila), gli avversari dello Steaua Bucarest erano i perfetti sconosciuti dell’Est che si approcciavano alla ribalta in virtù di una serie fortunata di sorteggi che avevano permesso di arrivare all’atto finale.
Non era ancora l’epoca di Internet dove si sapeva morte e miracoli di tutti: allora bisognava sguinzagliare gli osservatori per avere info e provare a capire qualcosa. Possiamo dire, a distanza di tanti anni, che forse a Barcellona non avevano proprio preso la lezione per il verso giusto.
Tabellino
7 maggio 1986, Siviglia, stadio Ramón Sánchez Pizjuán
Steaua Bucarest: Duckadam – Iovan, Bumbescu, Belodedici, Barbulescu – Lacatus, Majranu, Balan (st 27′ Iordanescu), Balint – Boloni, Piturca (sts 8′ Radu). Allenatore: Emerich Jenei
Barcellona: Urruti – Gerardo, Migueli, Alexanco, Julio Alberto – Pedraza, Schuster (st 40′ Moratalla), Victor – Carrasco, Archibald (sts 6′ Pichi Alonso), Marcos. Allenatore: Terry Venables
Arbitro: Michel Vautrot