Non sono una grandissimo fan di Netflix, sebbene da anni sia regolarmente abbonato e regolarmente paghi il canone. Preferisco ancora la diretta ma siccome sulla tv a pagamento filo americana si trovano delle chicche sportive non da poco, quando gli occhi sono aperti e la mente vigile uno sguardo al ricco palinsesto è in grado di essere sufficiente per farmi cascare su cose davvero interessanti.
L’ultima è questo documentario ben girato per quanto riguarda il lato sportivo, perchè mostra quanto di passione in America, dove il business comanda sopra tutto (e lo sport non è esente), può spazzare via in un amen una squadra che muove un’intera nazione/regione come il Quebec.
Se di uccisione si può parlare, sebbene il titolo sia forte, lascia anche spazio alla condivisione del pensiero che tutto un movimento possa essere più interessato a spostare che non il singolo con qualche manovra furba.
La prima squadra canadese di baseball militante nella MLB finita in un amen sebbene il roster abbia sempre mostrato forze che poi si riveleranno stelle di prima grandezza (Pedro Martinez su tutti).
Cosa rimane dopo un disastro sportivo del genere ? In America, pardon in Canada, pressochè nulla. Un avvertimento per chi , qui in Europa, comincia a guardare sempre meno ai campanili.