Seul 1988: i 100 metri della vergogna

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Sono la tragedia dello sport mondiale, sono i 100 metri della finale olimpica di Seul 1988, quando il mondo credeva ad un canadese che potesse battere il figlio del vento, al secolo Carl Lewis, in nome dello sport e della tenacia che lo aveva trasformato da normale atleta veloce a campione, sulla base del fatto che il tempo può consentire qualunque impresa.

Sarà soltanto un’illusione per gli amanti dell’atletica leggera e dello sport in generale, poter pensare per qualche giorno che i miracoli sportivi esistono sul serio. E poi seguiranno giorni di fandonie ed invenzioni, di misteriose boccette bevute poco prima, come se la crescita muscolare avvenisse in due minuti ed un qualunque Fantozzi possa vincere la finale sorseggiando qualche miscuglio proteico.

Era sabato 24 settembre 1988 e da allora il dubbio, dopo ogni gara ed impresa straordinaria, indipendentemente dalla nazionalità dell’eroe di turno, sorgerà sempre dopo pochi minuti…