Rudy Altig: il racconto del mondiale 1966 vinto in casa

L’ex professionista tedesco Rudi Altig è scomparso ormai da qualche anno, alla veneranda età di 79 anni dopo aver combattuto una lunga battaglia contro il cancro. Sarà ricordato come uno dei più grandi ciclisti tedeschi di sempre.

Durante la sua lunga carriera, Altig seppe ottenere alcune grandi vittorie, tra cui la Vuelta di Spagna nel 1962, la maglia verde del Tour de France nel 1962, il Giro delle Fiandre nel 1964, il Campionato mondiale di ciclismo nel 1966 e la Milano-San Remo nel 1968. Inoltre, vinse anche due volte i Campionati mondiali di cronometro individuale, nel 1960 e nel 1961.

La sua vittoria ai Mondiali nel 1966 seguiva la medaglia d’argento vinta l’anno precedente alle spalle di Tommy Simpson, quando la maglia venne assegnata sul circuito di Lasarte in Spagna. La gara del 1966 si svolse sul circuito automobilistico del Nurburgring, in Germania, nel suo paese d’origine.

Fu una gara controversa quell’anno per una serie di ragioni. In primo luogo, il ciclista italiano Gianni Motta venne accusato di aver aiutato in maniera chiara Altig, suo compagno di squadra nel team Molteni piuttosto che lavorare per la nazionale italiana.

Inoltre, Jacques Anquetil, che aveva già corso insieme a Altig nella squadra di St. Raphael per tre anni, venne anch’egli accusato di aver corso in favore del campione tedesco. Alcuni membri della stampa affermarono che Anquetil avrebbe preferito vedere Altig vincere invece del suo compagno di squadra francese Raymond Poulidor, fra i possibili vincitori.

Anquetil e sua moglie erano rimasti con la famiglia Altig prima della gara, il che diede credibilità alle accuse. Un altro alleato di Altig quel giorno fu il ciclista irlandese Shay Elliott. Elliott e Altig erano stati anche compagni di squadra nella squadra di St. Raphael all’inizio di quel decennio e si erano allenati insieme nella corsa prima dei mondiali, provando il circuito.

Se Elliott non fosse stato in grado di vincere, anche lui avrebbe preferito vedere Altig vittorioso piuttosto che Anquetil od un altro ciclista francese, come ad esempio Jean Stablinski che allora era fra i favoriti.

Sebbene si trattasse di un’epoca in cui le corse vedessero battaglia fin dai primi chilometri, al decimo giro il gruppo si trovava ancora compatto; fu il nostro Felice Gimondi a partire in maniera indefessa all’attacco cercando di raggiungere lo spagnolo Julio Jimenez, in fuga da poco. Felice però pareva imbattibile e se ne andò, stando da solo per oltre 25 km.

Raggiunto dal gruppo, la situazione all’ultimo giro era la seguente:  8 atleti, gli italiani Gimondi, Motta e Zilioli, i francesi Anquetil, Poulidor e Stablinski e due belgi, Van del Bosch e Eddy Merckx. Sembrava tutto scritto, ma Aimar seppe riportare in gruppo Rudy Altig. Ai cinque chilometri dall’arrivo, Gimondi e i due belgi si piantarono mentre Altig passò a condurre in maniera impressionante e con una progressione  schiantò prima Zilioli, poi Stablinski e infine Motta.

Altig superò Anquetil e Poulidor, finiti in seconda e terza posizione rispettivamente. Aveva raggiunto i due francesi all’ultimo giro con l’aiuto di Elliott ed era facilmente in grado di esternare la coppia.

Altre controversie però sorsero successivamente, dato che i primi tre ciclisti, tornati a casa, si rifiutarono di fornire campioni di urina per un controllo dei farmaci, sostenendo di ritenere che i controlli per l’esecuzione dei test fossero troppo tardivi.

Tutti e tre furono inizialmente squalificati prima che la decisione venisse annullata dieci giorni dopo, poiché l’UCI permise di conservare il risultato originale della corsa.

Vincendo anche la prova in linea, Altig ottene così la doppietta con la gara contro il tempo. L’unico ciclista che fino a quell’epoca era riuscito, era un certo Fausto Coppi.

Mondiali 1966: ordine d’arrivo

1 Rudi Altig (ALL) Molteni 7h21’10”
2 Jacques Anquetil (FRA) Ford France – Hutchinson mt
3 Raymond Poulidor (FRA) Mercier – Hutchinson – BP mt
4 Gianni Motta (ITA) Molteni 8”
5 Jean Stablinski (FRA) Ford France – Hutchinson 10”
6 Italo Zilioli (ITA) Sanson 13”
7 Guido Reybrouck (BEL) Romeo – Smiths 35”
8 Johan ‘Jo’ De Roo (P-B) Televizier – Batavus mt
9 Lucien Aimar (FRA) Ford France – Hutchinson mt
10 Martin Van Den Bossche (BEL) Romeo – Smiths mt

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