Romania-Italia 1-0: finisce l’era Bearzot nella primavera 1983

Romania – Italia: da campioni del mondo nell’estate 1982, gli azzurri di Bearzot avrebbero dovuto fare un sol boccone degli avversari nel girone di qualificazione agli Europei che si sarebbero svolti a casa di Michel Platini, nel giugno 1984. Chi non ricordava la rapidità di Paolo “Pablito” Rossi, le corse di Cabrini sulla fascia, i “morsi” di Claudio Gentile alle caviglie di assi come Maradona e Zico oppure il grido di gioia di Tardelli che mostrò a tutto il mondo cosa significa segnare in una finale mondiale.

Ebbene pochi mesi e tutto si dissolse in un amen: fu l’est europeo a sbarrarci la strada, prima la Cecoslovacchia e poi la Romania guidata in panchina da quella volpe che risponde al nome di Mircea Lucescu che lascerà poi le sue impronte anche nella Serie A italiana.

La notte di Bucarest fu l’inizio del declino per tanti, a partire da Enzo Bearzot che rimarrà ancora sulla panchina chiudendo mestamente il ciclo a Messico 1986. La critica, che aveva dovuto ingoiare l’amaro successo in Spagna dopo averlo seppellito durante la fase di preparazione ed i primi tre matches del girone di Vigo, non aspettava altro.

Le curiosità del match Romania-Italia 1983

-Match numero 315 per la Romania e numero 404 per l’Italia

-Era il nono confronto fra le due nazionali.

-La Romania non aveva mai battuto gli azzurri.

– Il precedente incontro aveva visto, il 4 dicembre 1982, terminare 0-0 a Firenze. L’Italia schierò nuovamente Zoff, Gentile, Marini, Collovati, Conti, Tardelli, Rossi, Antognoni ed Altobelli mentre la Romania giocò ancora con Rednic, Ungureanu, Iorgulescu, Stefanescu, Andone, Klein, Camataru, Augustin, Boloni e Balaci.
Fra gli azzurri Bordon e Vierchowod rimasero ancora in panchina mentre la Romania fece rimanere seduti ancora Moraru e Geolgau.

-Italia non vinceva dalla notte del Bernabeu contro la Germania Ovest. Tornerà alla vittoria soltanto il 5 ottobre di quell’anno contro la Grecia in amichevole per 3-0.

-Fu la prima apparizione di Roberto Bettega dopo il tremendo infortunio che aveva subito nel novembre 1981 in uno scontro di gioco con il portiere dell’Anderlecht. Fu anche la sua ultima partita con la maglia azzurra.

Il tabellino del match Romania-Italia 1983

Aprile 16, 1983 Romania 1-Italia 0
Qualificazione Europei Francia 1984-Gruppo5 5
Stadio: 23 Agosto di Bucarest
Spettatori: 80,000
Arbitro: Michel Vautrot (Francia)
Marcatore: Ladislau Boloni 23

Romania:
1-Dumitru Moraru (Dinamo Bucurest) [23 caps / 0 goals]
2-Mircea Rednic (Corvinul) [18 caps / 0 goals]
6-Gino Iorgulescu (Sportul Studentesc) [18 caps / 0 goals]
3-Costica Stefanescu (Universitatea Craiova) [40 caps / 0 goals]
4-Nicolae Ungureanu (Universitatea Craiova) [12 caps / 0 goals]
5-Ionel Augustin (Dinamo Bucurest) [21 caps / 2 goals] (14-Ioan Andone (Corvinul) [15 caps / 1 goals] 70)
10-Ladislau Boloni Tîrgu) [60 caps / 15 goals]
8-Michael Klein (Corvinul) [18 caps / 4 goals]
11-Ilie Balaci (Universitatea Craiova) [61 caps / 8 goals]
7-Ion Geolgau (Universitatea Craiova) [9 caps / 0 goals] (16-Sorin Cirtu (Universitatea Craiova) [6 caps / 0 goals] 87)
9-Rodion Doru Gorun Camataru (Universitatea Craiova) [27 caps / 8 goals]

Allenatore: Mircea Lucescu
Ammoniti: Ungureanu,Camataru

In panchina:
12-Vasile Iordache (Steaua)
13-Nicolae Negrilla Universitatea Craiova)
15-Zoltan Crisan (Universitatea Craiova)

Italia:
1- Dino Zoff (Juventus) [111 caps / 0 goals]
2-Claudio Gentile (Juventus) [67 caps / 1 goals]
3-Antonio Cabrini (Juventus) [43 caps / 4 goals]
4- Giampiero Marini (Internazionale) [20 caps / 0 goals]
5-Fulvio Collovati (Internazionale) [38 caps / 3 goals]
6-Gaetano Scirea (Juventus) [60 caps / 2 goals]
7-Bruno Conti (Roma) [24 caps / 3 goals]
8-Marco Tardelli (Juventus) [67 caps / 6 goals]
9-Paolo Rossi (Juventus) [32 caps / 13 goals]
10-Giancarlo Antognoni (Fiorentina) [71 caps / 7 goals] (15-Giuseppe Dossena (Torino) [12 caps / 1 goals] 56)
11-Roberto Bettega (Juventus) [42 caps / 19 goals] (16-Alessandro Altobelli (Internazionale) [17 caps / 4 goals] 69)

Allenatore: Enzo Bearzot
Ammonizioni: Collovati, Antognoni

A disposizione:
12-Ivano Bordon (Internazionale)
13-Pietro Vierchowod (Roma)
14-Carlo Ancelotti (Roma)

Italia Romania 1983: video della partita

L’aneddoto del Pampa

In quell’epoca il Pampa era un dolce e giovine fanciullo di appena 11 anni, che ancora si stava i baffi (che non aveva) per il successo degli Azzurri in terra di Spagna. E siccome non capiva che nel calcio esistevano gli alti e bassi, i propri colori non potevano mai essere sconfitti. Allora, in quel sabato di autunno, la sua presenza davanti alla tv era sacrosanta, convinto il giovane che Bearzot ed i suoi campioni avrebbero trionfato, sbancato la terra gelida rumena, e ricominciato a segnare punti in classifica per la risalita e per l’ovvia qualificazione agli Europei di Francia 84.

Ovviamente non fu così, ma ciò che potrebbe maggiormente interessare al lettore, è l’aneddoto che da qui a breve andrò a narrare.

In quell’epoca della vita italiana, era solito ordinare la spesa sottocasa e farsela portare a domicilio nel momento della giornata più opportuna. Si viveva in città e situazioni sociali in cui il negozio di fiducia non aveva feedback virtuali bensì reali. Ecco allora che doveva appropinquarsi il titolare del negozio di frutta e verdura (fruttarolo per chi ama il dialetto) che distava dal domicilio familiare poco più che 200 metri. Avvertito dalla madre che sarebbe arrivato nell’orario serale, dunque durante lo svolgimento del match, assicuravo la mia presenza ( ci mancherebbe altro, per la partita dico).

Al che, al suonare del citofono verso le 19 circa, appena all’inizio del secondo tempo, ecco che provvedetti a correre a rispondere per aprire, onde non perdermi nemmeno un istante di gioco. Aperto il portone e salito in ascensore, aprii la porta d’ingresso in modo che potessi veder le azioni e contemporaneamente ritirare la merce. Il negoziante, ovvio, era anch’egli un appassionato (mite?!) del pallone e chiese il risultato e come eravamo messi. Siamo sotto 1-0 ma ce la faremo risposi, con il mio sorprendente e classico ottimismo quando si tratta di sport.

Ma poi, quando l’uomo uscì, ecco avvicinarsi il fratello (mio) e qui il dialogo che segue:

Fratello: Ma tu eri certo che era lui?

Io: Si si ero sicuro.

F.: Ma come lo sapevi?

Io: Boloni, si è lui ad aver segnato, era anche apparso in video sotto.

F.: Ma mica Boloni, che era il fruttivendolo a suonare!!

Io: Eh si, al citofono lo ha detto subito.

F.: Ah, va bene.

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