Roger Milla, i suoi goals ad Italia 90 ed il ballo proibito

Il pubblico italiano aveva cominciato a conoscere Roger Milla già ai tempi di Spagna 82: l’atletico e possente al tempo stesso attaccante del Camerun costituiva il vero spauracchio per la difesa azzurra nell’ultimo match del girone iniziale del Mondiale poi vittorioso.

Se l’arrivo in Europa era avvenuto già sul finire degli Anni Settanta, la vetrina iridata rese Milla sempre più personaggio: l’incertezza in merito all’età ed i goal a ripetizione sembrarono preparargli il palcoscenico ad Italia 90 ed i Leoni sorpresero il mondo.

Prima nazionale del continente ad arrivare ai quarti, si fermarono dopo una splendida partita contro l’Inghilterra, nella quale i verdi d’Africa fecero tremare le gambe ai Leoni Inglesi. Ma ciò che poi divertiva il pubblico, era il balletto che accompagnava ogni realizzazione.

Una corsa diretta verso la bandierina del corner, seguito a raffica dai compagni ed in maniera sinuosa le anche si dimenavano, quasi simulando l’accoppiamento con una doma, tipico del tango.

In realtà la danza è una tipica ritualità africana, per cui non era prerogativa di Milla danzare la makossa, ma qualunque giocatore del Camerun si esibiva, segno che la gioia non finiva con la palla in rete ma proseguiva in questo ballo sfrenato che univa tutto un popolo e ben presto l’intera Africa che vedeva in quegli undici uomini, forse, l’idea di libertà.

 

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