Ricky Berry: la stella NBA che si sparò alla testa

E’ una storia triste quella di un giocatore della NBA che decise di concludere la sua vita con un colpo alla testa, sparandosi volontariamente con una pistola: parliamo di Rick Berry.

Rick Alan Berry è nato il 6 ottobre 1964 a Lansing, nel Michigan. In questa città, suo padre, Bill Berry, era un allenatore presso l’Università del Michigan, quindi fin dall’infanzia Rick era strettamente legato al mondo del basket.

Suo padre si trasferì in California, dove Rick iniziò a calcare i parquet. Crebbe in fretta, tanto da arrivare ad un’altezza di 2,08 metri e giocò con le università di Oregon State e San Jose State. Alla fine dei suoi studi, e carriera al College, venne scelto al draft nel 1988, al 18° posto, dai Sacramento Kings. La sua prima stagione fu stata niente male. Vantava una media di 11 punti, 3,1 rimbalzi e 1,3 assist, e per gli scouts della NBA, si trattava di dati che gli avrebbero garantito ottime prospettive future. Per di più, nell’ultimo mese e mezzo fece registrare una media partita di 18 punti e quasi 6 rimbalzi, con un minutaggio che era cresciuto fino a 35 di permanenza.

Ma qualcosa mancò nel proseguio.

Il 14 agosto 1989, e dopo una forte discussione con sua moglie, Rick Berry prese una pistola e si sparò alla testa, nella sua casa di Fair Oaks, sobborgo di Sacramento. Gli mancavano appena alcune settimane per compiere 25 anni. Aveva però già lasciato un biglietto in cui si parlava di suicidio.

Nel biglietto lasciato ai posteri, volle spiegare ed indicare che sua moglie non lo amava così alla follia come poteva pensare, ma nessuno, né i suoi compagni né quelli che lo conoscevano, diedero credito a questa versione. Non potevano spiegare cosa potesse accadere. Rick era un ragazzo allegro con un buon cuore e nulla faceva presagire quella fine. Apparentemente, non poteva sopportare la pressione della nuova stagione ed i problemi con il suo partner che stavano aumentando a dismisura, sebbene nulla fosse noto alla maggioranza.

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