Recensioni: Rocky. Quando suona il gong, combatti e basta

Salire sul ring per farsi ammazzare od ammazzare di botte il proprio avversario. Questo non è mai stato l’intento di Rocky Mattioli, nato in Italia in un piccolo paesino nella provincia di Chieti che risponde al nome di Ripa Teatina, celebre per aver dato i natali al padre di un immenso campione, un tale Rocky Marciano per chi non bazzica la boxe ed il suo mondo, il campione imbattuto Rocky che fu orgoglio degli italiani in America. Ed il nostro Rocky, anche lui si batte per emergere, in un’epoca in cui andare dall’altra parte del mondo era una sogno ed una speranza, ma farsi valere era faticoso.

Un libro che scorre veloce, quasi si salisse sul ring per una ripresa di 3 minuti lunga tutta la vita e combattere, non per soldi o per il successo, è stata una palestra continua. Dai e metti via, questo il suo motto durante gli allenamenti che gli permise di scalare le classifiche, un slogan che ha cercato di mantenere intatto anche una volta tolti i guantoni, tanto che non emerge rimorsi per quello che poteva essere (se poteva esserlo) ma che è stata una parte della sua vita.

Difficile capire la boxe per chi non è mai salito fra le corde, ma a Rocky non interessa spiegare o dare lezioni, quasi come se il libro fosse un racconto con pagine amare e tristi, mai senza rancore nemmeno contro chi si fregò gran parte del suo patrimonio.

 

Rocky. Quando suona il gong, combatti e basta

di Rocky Mattioli

Copertina flessibile: 199 pagine
Editore: Addictions-Magenes Editoriale
Collana: Vite
Lingua: Italiano
Uscita: 10 dicembre 2019
ISBN-13: 978-8866491804

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