Recensione: Storia reazionaria del calcio

Andarsi a leggere un libro che parla di calcio e che pare una sfida a chi la spara più grossa, intesa come provocazione, per stimolare il lettore a riflettere e a ripensare il gioco del pallone sotto punti di vista ed osservazione assai diversi e contraddittori. Come in un match di boxe, i due autori sembrano scambiarsi colpi a furia di capitoli che, in realtà, appaiono talvolta scritti a 4 mani.

In apparenza rivali, in realtà il libro ha come scopo quello di essere tenuto sul tavolino in studio, quando si pensa a scrivere di calcio come fosse la cosa più importante (e talvolta lo è per davvero). 

Perchè leggerlo? Perchè questa volta il termine reazionario ha valenza positiva nel senso che taluni cambiamenti hanno tolto quella poesia di quando si andava allo stadio la domenica (chi poteva nei teatri della Serie A) e tutti giocavano alla stessa ora. Ma questa volta è per voi il compito di trovare cosa c’era di diverso nel tempo che fu.

Storia reazionaria del calcio. I cambiamenti della società vissuti attraverso il mondo del pallone
di Massimo Fini e Giancarlo Padovan

Postfazione di Antonio Padellaro

Copertina flessibile : 264 pagine
ISBN-13 : 978-8829700943
Dimensioni e/o peso : 12.6 x 2.4 x 20.6 cm
Peso articolo : 240 g
Editore : Marsilio (2 maggio 2019)
Lingua: : Italiano

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