Quando nasce l’Arbitro: la storia che portò alla creazione della figura neutrale

Chi ha inventato l’arbitro. Quando e come nasce la figura neutrale del direttore di gara. La storia ed i cambiamenti nel regolamento del calcio.

Quando il calcio moderno (parliamo del 1800) muoveva i primi passi, la figura dell’arbitro non esisteva affatto e non veniva nemmeno presa in considerazione. Lo spirito del fair-play, su cui si fondava il gioco, prevedeva che fossero i capitani delle squadre a garantire il rispetto delle regole in campo. Poi, ispirandosi al cricket, venne mutuata la figura dell’umpire, uno per squadra, con il compito di contare i goals fatti e, su richiesta dei partecipanti, di risolvere eventuali casi dubbi che insorgessero durante l’incontro.

La massima libertà nell’espressione del gioco del calcio fu foriero di novità ed esperimenti. Nel 1841, il match fra due compagini acerrime rivali di Rochdale, il Body-Guards Club ed il Fear-Noughts Club, che vedeva in palio danaro ed un barile di gin (!!!), vide la prima decisione arbitrale della storia. Entrambe le compagini, visto l’ammontare del premio, dovettero assicurare la massima lealtà durante la gara e venne imposto di rendere disponibile un umpire per parte.

Ad un certo punto la squadra del Body-Guards decise di far scendere in campo con i propri colori una persona presa dal pubblico, pur di assicurarsi la vittoria. Fu l’umpire della propria squadra, in onore del fair-play, a dichiarare irregolare il “trasferimento” ed assegnò la vittoria ai rivali del Fear-Noughts.

Negli anni successivi divenne sempre più abituale l’intervento esterno: nel 1849 in un match presso il college di Cheltenham, vi fu la presenza di due umpires al livello del campo ed un altro in tribuna, da una postazione più elevata. Presso il college di Eton, nel 1847, per la prima volta le regole scritte prevedevano la presenza di un terzo soggetto, neutrale, a cui spettasse il giudizio finale. Fino al 1861 la figura però non fu riconosciuta ufficialmente, ma utilizzata secondo gli usi ed i costumi dei partecipanti. Successivamente, nel 1878, un arbitro utilizzò per la prima volta il fischietto, utile per richiamare l’attenzione durante le sfide che, pur giocate da gentlemen, erano particolarmente accese.

Tuttavia non appariva la soluzione migliore: infatti la cosiddetta figura al di sopra delle parti, veniva interpellata soltanto se i due umpires non si trovavano d’accordo sulla soluzione da prendere. Occorreva che si arrivasse ad un punto comune.

Fu così che nel 1891 le Regole del Gioco vennero riscritte: l’International Football Association Board (IFAB) indicò nel referee l’unico direttore di gara che veniva ammesso all’interno del rettangolo di gioco, dotato di un fischietto e con potere decisionale totalmente autonomo.

Gli umpires cedettero dunque la loro funzione, diventando supervisori delle linee laterali. Saranno i precursori dei guardalinee, oggi denominati assistenti, acquisendo la competenza ad intervenire e giudicare in un maggior numero di casi di gioco.

Le prime tre finali di FA Cup (1872,1873 e 1874) furono dirette da Alfred Stair, di professione impiegato pubblico, ma anche calciatore dilettante per l’Upton Park, il quartiere di Londra casa del West Ham. La prima finale arbitrata, avvenuta il 16 marzo 1872, vide la vittoria per 1-0 dei Wanderers contro i Royal Engineers, la squadra che rappresentava i genieri del corpo militare inglese.

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