Quando Freddy Maertens si salvò dalla tragedia di New York

Correva l’anno 1979 quando Freddy Maertens pareva davvero un corridore finito, nel mezzo di una vera e propria crisi d’identità, come sportivo s’intende. Dopo aver vinto il titolo mondiale nel 1976, i suoi alti e bassi si susseguivano: alternava vittorie splendide, quando tutto andava alla perfezione, a momenti in cui la forma era molto irregolare. Aveva vinto gare come Parigi-Nizza, Vuelta di Spagna ( con record tuttora di ben 13 tappe in un’unica edizione, quella del 1977) e Het Volk. Poi invece, quando le ruote e le gambe non giravano, solo ritiri e distacchi abissali dal vincitore.

Tuttavia, a sua scusante, aveva anche avuto numerosi problemi fisici, le cui cause parevano sempre diverse. Si diceva che avesse un problema con l’alcol, o che un ginocchio ingannevole lo privasse della forza necessaria al momento opportuno. Veniva anche citato, forse dalle malelingue o dai bene informati (chissà) un uso eccessivo di droghe. Qualunque fosse il motivo, a metà stagione del 1979 non aveva ancora vinto una gara.

Nel maggio di quell’anno, Maertens decise di visitare i medici negli Stati Uniti per vedere se potessero aiutarlo nell’individuare l’origine di quel male oscuro che gli causava problemi. E fu in occasione del suo viaggio negli Stati Uniti, che il buon Freddy ebbe modo di scamparla bella. Durante il volo per New York, Maertens parlando con il suo amico Paul de Nijs che lo accompagnava, che gli pareva di sentire uno strano rumore proveniente da uno dei motori.

Nulla però in quel frangente accadde, tanto che l’aereo atterrò senza problemi ed i due sbarcarono all’aeroporto JFK di New York, la loro destinazione finale mentre il DC-10 aveva come meta la città di Chicago. Non fu che, appena decollato, uno dei motori del velivolo cadde dall’ala. Il volo American Airlines 191 finì per schiantarsi vicino alla fine della pista, uccidendo tutte le 271 persone a bordo. Rimarrà per molti anni il peggior disastro aereo nella storia degli Stati Uniti fino all’11 settembre 2001.

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Gli investigatori dell’aeronautica avrebbero successivamente stabilito che la causa dello schianto era dovuta a procedure di manutenzione improprie che avevano portato alla separazione del motore N.1 dall’ala ed alla successiva perdita di controllo. Emerse dalle indagini che la manutenzione errata si era verificata nel mesi marzo.

La fortuna di Freddy Maertens fu che la struttura di traliccio del pilone che reggeva il motore all’ala riuscì a resistere abbastanza a lungo da consentire lo scalo a New York. In quella stagione, rimase la gioia più grande, dato che il campione di Nieuwpoort non si aggiudicò nessuna corsa. Tornerà ad alzare le braccia al cielo in una corsa importante il 30 agosto 1981, quando battè sul filo di lana il nostro Giuseppe Saronni in una volata che, ancora oggi, è colma di rimpianti per il campione italiano.

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