Pisorno: quando Anconetani sognò la fusione Pisa-Livorno

Unire Pisa-Livorno in una sola squadra: la folle idea di Romeo Anconetani ed il suo desiderio di creare Pisorno, la fiaba che non venne mai scritta.

Se Pisa e Livorno distano soltanto 19 chilometri, nel calcio si conta in anni luce la distanza fra le due compagini che spesso si sono affrontate nel campionato cadetto e nella vecchia Serie C, l’attuale Lega Pro. E quando lo storico presidente dei nerazzurri pisani, Romeo Anconetani, avanzò nel 1991/92 l’idea di una fusione tra le due compagini, le rispettive tifoserie non risparmiarono certamente le critiche.

L’idea del Pisorno

Per i tifosi del Pisa Anconetani era il “Presidentissimo”: aveva portato più volte i nerazzurri nella massima serie, vincendo addirittura due edizioni della Mitropa Cup e raggiungendo le semifinali di Coppa Italia, perdendo nel 1986/87 contro il Napoli di Maradona che in quell’anno fece l’accoppiata campionato-coppa.

Seppure abbia ad un certo punto siglato il fallimento societario, la carica e l’entusiasmo che trasmetteva era senza eguali. Inoltre portò nel calcio italiano talenti come Dunga, Berggreen, Kieft, Simeone, Chamot che poi avrebbero fatto le fortune di clubs più altisonanti

Inoltre il patron era anche un uomo scaramantico, noto per entrare in campo cospargendo manciate di sale a destra e a manca, seppure si ritenesse uomo moto religioso, tanto da autodefinirsi “vescovo mancato”.

Ma un bel giorno della stagione 1991/92, Anconetani ebbe un sogno assai visionario per il cacio dei campanili: creare una nuova società, il Pisorno, fondendo Pisa e Livorno che avrebbe avuto uno stadio da 40mila posti, con ristoranti, negozi, attività per il tempo libero con sede in San Piero a Gardo, un comune in provincia di Pisa ma vicinissimo a Livorno.

L’idea, a dir la verità, era sorta nelle fervida mente di Anconetani in occasione di un match di Coppa Italia; a causa di alcuni lavori di ristrutturazione in corso, l’Arena Garibaldi era indisponibile. Andare all’Armando Picchi era il passo più facile, ma complicato a livello “politico”; ma nulla era difficile per il super Romeo e così l’incontro si disputò in casa degli “odiati” confinanti.

Insorsero le polemiche e nel giorno della partita ci fu una vera guerriglia urbana fra le opposte fazioni: l’idea del Pisorno tramontò per sempre.

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