Philip Boit: il keniano che andò alle Olimpiadi Invernali

Lo sport ci offre, ogni tanto o in occasione dei grandi eventi mondiali, una serie di storie e personaggi destinati a lasciare una piccola traccia fra le note curiose. Solo pochi poi diventano famosi per altri motivi ma in un’epoca in cui gli sponsor alzano la voce e “propongono” idee, ecco che si può arrivare a vedere su di una pista di sci di fondo un’atleta che arriva da una terra calda come l’Africa orientale. È la storia di Philip Boit.



Boit era un atleta di mezzofondo (atletica leggera) senza alcuna esperienza negli sport invernali, ma nel 1996, grazie alla sponsorizzazione di Nike, lui e il connazionale Henry Bitok decisero di trasferirsi in Finlandia per iniziare ad allenarsi nello sci di fondo, disciplina che in Scandinavia è fra le più note. L’obbiettivo dichiarato era di prendere parte alla rassegna olimpica che si sarebbe tenuta due anni dopo, per stabilire un record davvero curioso.

Nel 1998, Boit fu l’unico atleta keniota a presentarsi ai Giochi Invernali di Nagano. Bitok smise però di sciare subito dopo l’evento a cinque cerchi.

Boit prese parte alla 10 km, generando un’attenzione spropositata da parte dei media. Il keniano ha arrivò al traguardo al 92° posto, in ultima posizione. Ma la cosa divertente (e solo alle Olimpaidi può succedere) è che il vincitore, il norvegese Bjørn Dæhlie, volle aspettare al traguardo per ben 20 minuti l’arrivo di Boit, ritardando la premiazione, per poi abbracciare il keniano.



Fu così colpito dal gesto del norvegese che, qualche tempo dopo, chiamò un figlio Dæhlie Boit.

L’anno successivo, lo sciatore keniota prese parte ai Campionati Mondiali di Sci Nordico a Ramsau, in Austria, dove arrivò nuovamente ultimo nella 10 km. Nike ritirò la sua sponsorizzazione e da allora dovette tornare ad allenarsi in Kenya.

Tuttavia, Philip Boit non voleva rinunciare al suo sogno e prese parte ai Giochi di Salt Lake City nel 2002; questa volta non arrivò ultimo, poiché riuscì a superare tre rivali prima di raggiungere il traguardo. Dopo questa gara si ritirò, ma ancora una volta, i Giochi di Torino 2006 erano un momento a cui decise di prendere parte e ancora una volta ottenne un risultato degno: dietro di lui al traguardo c’erano cinque sciatori.

Tentò di partecipare nuovamente ai Giochi del 2010 a Vancouver , ma non riuscì a qualificarsi e pose fine alla carriera sportiva di un pioniere nella storia dello sci.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.