Perchè si dice Zona Cesarini

Essere un calciatore e diventare leggenda non solo sul campo di calcio ma anche fuori, in tribuna stampa e sulla carta stampata, perché hai un’abilità particolare che ti porta a far goal in un determinato momento della partita.

Poi, sul tuo stesso conto, le storie leggendarie si sprecano, dato che, ragazzo di vita come sei, se qualcuno dice che ti cambi la camicia anche tre volte al giorno o che la puntualità con gli allenamenti non è il tuo forte, allora forse ti meriti di rimanere ricordato per sempre.

Questa è la storia del significato del termine calcistico, e non solo, Zona Cesarini.

Perchè si usa questa frase per indicare un goal segnato allo scadere o in pieno recupero?

Da dove nasce la terminologia?

Renato Cesarini arrivava dall’Argentina, sebbene fosse nato in Italia a Senigallia. All’epoca però, emigrare in Sudamerica in cerca di fortuna era una consuetudine e dunque il nostro bel Renato si era impratichito con l’arte del football.

Talento che non era scappato agli occhi di qualche intenditore e come tanti oriundi, fu presto acquisito per giocare in nazionale, talento puro e cristallino che allora, nel calcio italico, non era ancora fervido.

Era stato acquistato dalla Juventus e dal 1930 in avanti divenne protagonista del quinquennio d’oro bianconero con gli scudetti vinti in successione.

Nel gennaio 1931 arriva l’esordio in Nazionale, chiamato da Vittorio Pozzo, santone del calcio italico. Cesarini non si fa pregare: va subito a segno nel primo match. Poi però, sembra assopirsi questa fama di bomber.

Ma arriva il giorno fatidico.

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Perchè si dice Zona Cesarini: il motivo

 Il 13 dicembre 1931 Cesarini è nuovamente convocato per il match dell’Italia contro l’Ungheria, valido per la Coppa Internazionale e che si disputa a Torino.

I magiari costituiscono uno dei team più forti dell’epoca, potremmo paragonarli al Brasile per la classe ed il talento.

Il punteggio è fissato sul 2-2, manca davvero poco al termine e tutto fa presagire un pareggio.

Ma al 90° arriva lui, Renato Cesarini, che segna il goal decisivo del 3-2 finale in favore degli azzurri. E siccome non era la prima volta che al talento italo-argentino capitava di segnare agli sgoccioli, i giornalisti cominciano a parlare di benedetta ( o maledetta, dipende dai casi), “Zona Cesarini”.

Il fatto di segnare a fine partita, era per l’epoca una cosa più difficile. Non esistevano le sostituzioni ed ogni infortunio non faceva altro che costringere la squadra a giocare in dieci.

Il Premio Zona Cesarini

Dal 2016, si tiene ogni anno una manifestazione a Senigallia, la città natale di Renato Cesarini, volta a premiare l’autore del goal realizzato più tardi in una partita di Serie A.

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