Perchè il Gent ha un copricapo indiano come simbolo

Sono tanti, ed alcuni anche curiosi, gli scudetti o loghi, per dirla in un termine più moderno, dei clubs europei, ma pochi sorprendenti come quello belga del  KAA Gent: si tratta del tipico copricapo di un capo tribù dei pellerossa. Ora andremo a scoprire come mai una piccola località del Nord Europa si è affidata ad un’antica tradizione per scegliere il simbolo più adatto a rappresentarlo.

Fondato nel 1900, il Gent è uno dei clubs più importanti del panorama calcistico belga. Il club è conosciuto con il nome di “The Buffalos“.Il soprannome ha un’origine curiosa. Nell’anno 1895, un circo americano si esibì a Gand potendo vantare stella luccicante del panorama circense mondialee: William Cody, meglio noto come Buffalo Bill. Cody presentava uno spettacolo con i nativi americani in cui al pubblico veniva chiesto di cantare ad ogni piroetta o trucco la canzone “Búfalo, bufalo!”. Un gruppo di studenti rimase così colpito dallo spettacolo che adottarono il motivetto nella loro vita quotidiana tanto da farlo diventare un loro personalissimo modo per farsi riconoscere.

Molti anni dopo, nel 1920, si tennero i Giochi olimpici di Anversa. All’evento a cinque cerchi partecipò anche un atleta iscritto presso l’Università di Gent chiamato Omar Smet, che era solito ancora intonare la canzone. Smet faceva parte del KAA Gent (perché il club aveva la sezione atletica), e per la stampa il modo di indicare i suoi atleti era di chiamarli i Buffalos. Quattro anni dopo, l’effigie di un capo indiano venne usata per la prima volta come simbolo del club in memoria della visita del circo che ha dato origine al soprannome dei Buffalos, e fino ad oggi la tradizione è rimasta viva e vegeta, salvo qualche accorgimento per renderlo più moderno ed attuale.

Il club, sul suo sito web , spiega questa storia e specifica che l’indiano non è una caricatura razziale ma un tributo ai valori dei nativi americani , come il coraggio, l’onore o il rispetto. Inoltre, l’immagine del capo indiano è solo circoscritta al logo del club e mostra la loro solidarietà verso le affermazioni dei nativi americani. Negli Stati Uniti, non mancano, da parte dei discendenti dei pellerossa, polemiche e richieste di risarcimento per l’utilizzo improprio di simboli storici, senza riconoscere in alcun modo i diritti d’autore.

La curiosità del Gent

Tanti si chiederanno cosa significa l’acronimo KAA. Ebbene, queste tre lettere, assieme alla G di Gent, significano in fiammingo Koninklijke Atletiek Associatie Gent.



Davide Bernasconi

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