Oleg Salenko, il bomber con il record di goals in una partita dei Mondiali

Oleg Salenko è iscritto nel libro dei Mondiali di Calcio grazie al record di goals in una partita, ben 5 realizzazioni al povero Camerun. Quel primato, stabilito ad USA 94, non portò fortuna al calciatore russo che iniziò il declino dopo quel pomeriggio di San Francisco.

Erano i Mondiali di USA 1994 ed il Muro di Berlino era già caduta da quasi cinque anni. Non era più l’URSS a rappresentare l’intera Unione Sovietica ma il suo scioglimento aveva provocato un vero e proprio sconvolgimento nel mondo sportivo creando di fatto federazioni autonome.

Alle qualificazioni, essendo i talenti sparsi fra le varie repubbliche, solo la Russia riuscì a strappare il pass per la trasferta americana ma dopo i primi due matches, entrambi conclusi con due sconfitte contro Brasile (poi vincitore) e Svezia, la nazionale era già di fatto eliminata

A Palo Alto, nella baia di San Francisco, per il terzo ed ultimo incontro contro il Camerun, i russi scesero in campo per onor di firma, se non che per Oleg Salenko, chiamato El Buitre di Leningrado, quel 28 luglio 1994 sarà il giorno più bello della sua carriera.

A San Francisco, in un pomeriggio caldissimo, Salenko realizzò ben cinque reti, in 6-1 finale contro gli africani che furono così anch’essi eliminati. Superò il precedente record del polacco Ernest Wilimowski, che aveva realizzato 4 reti nell’incontro Brasile-Polonia 6-5 in occasione del mondiale 1938.

Tuttavia per l’attaccante classe 1969 la carriera da quel momento prese una piega negativa: dopo aver giocato con il Logrones per due stagioni, firmò con il Valencia proprio nell’estate 1994, lasciando però la squadra già nel mercato di riparazione di gennaio.

Passato in Scozia vestendo la maglia dei Rangers, vinse il campionato con la squadra di Glasgow lasciandola subito dopo e volando in Turchia ingaggiato dall’ İstanbulspor. Sul Bosforo un brutto infortunio lo tenne lontano dai campi di gioco per ben due anni.

Il rientro fu solo formale: un provino con il Cordoba, ancora in Spagna, con tre presenze ed infine un contratto con i polacchi del Pogon Stettino, marcando una sola apparizione in campo. Provò con il beach soccer, rivestendo l’incarico di tecnico dell’Ucraina. Un altro abbandono pose fine a questo ulteriore tentativo di rimanere sul campo. Partecipò ai Mondiali 2002 in veste di commentatore per la televisione ucraina.

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