Nakata, il Perugia e la tourneè in Giappone con rarità

Non era il primo calciatore giapponese a sbarcare nella Serie A italiana Hidetoshi Nakata, acquistato dal Perugia per vestire la maglia degli umbri neopromossi nel torneo 1998-99.

Prima della stella nipponica era infatti arrivato Kazuyoshi “Kazu” Miura, che giocò nel Genoa nel 1994-95 e fu il primo calciatore del Sol Levante a siglare una rete nel massimo campionato italiano.

Ma torniamo a Nakata, che nell’inverno del 96 sostenne un provino addirittura un provino con la Juventus, ma all’epoca non venne ritenuto “idoneo” per  un top-club. A differenza del patron perugino Luciano Gaucci, che vide in Hidetoshi, allora appena 21enne, l’affare tecnico ed economico.

Se all’inizio pare unicamente una mossa di marketing, visto che la stesura del contratto richiede la consulenza di un pool di avvocati, commercialisti e fiscalisti, Nakata rivelerà ben presto alle platee tutto il suo talento. L’esordio, avvenuto il 13 settembre 1998 al Renato Curi, vede gli umbri affrontare niente di meno che la Juventus campione in carica. Finirà in maniera rocambolesca per 4-3 in favore dei bianconeri, ma il giapponese siglerà una doppietta in 7 minuti che riaprirà temporaneamente il match vedeva gli ospiti condurre per 3-0.

Da quel momento nasce, a livello turistico, l’asse Tokyo-Perugia che porterà molti fans nipponici in Italia per unire arte e calcio. Nasce la Nakata-Mania, che porterà ad un commercio di magliette del Perugia con il numero 7 dei grifoni ed il suo nome sul retro.

Terminata la stagione con la qualificazione all’Intertoto, nel mese di giugno il Perugia si recò in Giappone per una mini-tourneè di due partite: pochi giorni prima della partenza il presidente Gaucci poté annunciare l’accordo commerciale con Perugina, l’azienda storica che ha legato le sue fortune al territorio e alla sua gente e che tornò sulle maglie dei Grifoni dopo esserci stata nell’anno 1982-’83, quando gli umbri militavano in B.

Ma per la trasferta in Oriente la squadra indosserà una divisa con uno sponsor diverso: sarà infatti Buitoni ad apparire sul petto, ovvero il noto pastificio che, mediante uno dei figli, Francesco, aveva dato i natali allo storico marchio produttore del Bacio nel lontano 1907 e che poi, negli Anni Venti passerà interamente alla famiglia tramite l’acquisizione del pacchetto azionario.

Quella maglia non verrà mai commercializzata e rimarrà negli annali della storia del Perugia calcio.

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