Mondiali 2006: Pirlo e Cannavaro, abbraccio fatale

Quando sei all’ultima spiaggia, non in senso metaforico, ma qualcosa di meglio, visto che la tua vita personale, economica e sociale, non cambierà di molto qualunque cosa accada, ed i tuoi figli ti diranno sempre quanto sei forte papà.

Ma il tuo comune sentire, associato a quello di milioni di tifosi per i quali, il giorno dopo, sarà completamente diverso, anche se per poche ore, ti fa sentire più un proletario che un miliardario e su quelle spalle appoggi te stesso e non solo, ecco cosa è l’abbraccio.

Che anche quando avviene da dietro ha un non so che di romanticismo estremo, efebo, asessuato e solo gloriosamente sportivo.

Questo potrebbe aver pensato Andrea Pirlo anche quando, dopo aver fatto il suo, confidava nell’ultimo tiro di un suo compagno, presto avversario diretto in città.

E per Fabio Cannavaro, che nella posa statuaria, sembra un Dio greco, salvifico e forse tranquillo perchè sa che non andrà mai a calciare il tiro decisivo.

Davide Bernasconi

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