In maschera ma non per gioco: quando un naso rotto fa differenza nel calcio

Sempre più spesso la frattura del setto nasale non costituisce un grosso problema per un calciatore: dopo l’intervento, si è quasi pronti per scendere in campo. Basta una buona maschera, ormai in in fibra di carbonio e non più come agli albori in plastica, e si scende sul prato verde, disposti ad affrontare anche i contatti più duri.

Nella storia del pallone, indossare la maschera è diventata così una forma divertente, un modo per nascondere la diversità del momento e per incutere ancora più timore, sebbene mettere in evidenza che si sta soffrendo per un problema fisico potrebbe indurre qualcuno ad osare qualche colpo proibito, proprio per rendere ancora più complicata la presenza in campo.

Poi per qualcuno, la scelta della maschera può significare personalizzazione al massimo, vedi ad esempio cognome o nickname stampato.

Ecco di seguito una carrellata di quelle più particolari, viste sui campi di mezzo mondo negli ultimi anni.

Davide Bernasconi

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