Le frasi famose di Antonio Conte

Antonio Conte, dopo una carriera vincente da calciatore con la Juventus, ha scalato i diversi gradini del calcio come allenatore. Vincitore del torneo cadetto con il Bari e secondo con il Siena, il passaggio, o per meglio dire il ritorno, in bianconero lo ha portato da subito nell’albo d’oro del tricolore. Ben tre titoli in sequenza, poi il burrascoso addio in estate e l’arrivo in nazionale. Prima di vederlo partire per l’Inghilterra, destinazione Chelsea, ecco una serie delle frasi rimaste nella storia del tecnico pugliese.

Le frasi famose di Antonio Conte

Non è che ti svegli alla mattina e dici: oggi vinco. C’è un percorso da rispettare e non ci sono scorciatoie.

Per vincere ci vuole testa, cuore e gambe. Non in quest’ordine preciso.

Impossibile essere vincenti senza essere antipatici, almeno in Italia. Le gelosie e le invidie sono inevitabili, soprattutto ad alti livelli. Non succederà mai, difficile vedere un vincente simpatico.

Ale, perché chiamarlo Del Piero a me viene strano, trasmette qualcosa di speciale anche quando respira.

La Juve l’ho lasciata antipatica e l’ho trovata simpatica. Voglio che torni antipatica presto. Io se perdo muoio

Gli scudetti è giusto vincerli sul campo.

Ai giocatori dico sempre che la palla va indirizzata, non colpita. Non mi piace vederla sparacchiare alla viva il parroco, a cominciare dai portieri.

Un settimo posto può arrivare per caso, due no

Già ad Arezzo non mandavo a dire niente a nessuno. Se hai paura di esporti, ti devi rassegnare a vivere nell’anonimato.

Abbiamo fatto qualcosa di straordinario, guardatevi le rose dell’Inter di Mancini e della Juve di Capello, che hanno fatto meno punti di noi. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario soprattutto considerando da dove venivamo, ovvero da due settimi posti. Il resto sono chiacchiere. Ma si sa: quando il lupo non arriva all’uva dice che è amara…

Novara-Siena: prosciolto. L’accusa infamante è caduta. È caduta. Cosa è rimasto? Un’altra partita: AlbinoLeffe-Siena, una gara in cui Conte non poteva non sapere. [… ] Una decade e pensi: “Se sono stati chiesti dieci mesi per due omesse denunce e ne rimane soltanto una, vuol dire che potrebbero diventare cinque. E invece dieci rimangono dieci. Altra cosa assurda e oggi lo posso finalmente dire: è assurdo tutto quello che mi è successo.

Alla Juventus non è permesso parlare di progetto, di costruzione. Deve vincere, la via di mezzo non va bene. Ma qui è passato uno tsunami che ha distrutto una superpotenza.

Oggi mi ritrovo di fronte a un certo “Pippo”, perché per la Procura non è più Filippo Carobbio, ma una persona diventata pappa e ciccia con la stessa, che viene considerato un collaboratore di giustizia. Vedendo che l’hanno zittito cinque volte e vedendo che l’hanno zittito l’ultima volta il 10 luglio, prima che ascoltassero me, io lo considero più che altro un aggiustatore di presunta giustizia. Il signor Carobbio, per la Procura di Cremona, è un bugiardo, non credibile, per la Procura Federale, invece, una persona altamente credibile. Conte, invece, non è credibile. La credibilità io credo che uno la ottenga nell’arco di una vita, non giorno per giorno. Io penso di aver ottenuto grande credibilità nella mia vita, a differenza di chi si è venduto le partite, la sua famiglia e i suoi compagni da tre anni a questa parte. Ma alla fine io sono passato come quello poco credibile.

Siamo coperti di vaselina, ci scivola tutto addosso.

[Sul Milan in risposta ad Adriano Galliani nel 2012] Da che pulpito, siete la mafia del calcio…

La critica innalza perché non vede l’ora di abbattere.

[In occasione della retrocessione dell’Arezzo dopo la sconfitta della Juve in casa con lo Spezia nel 2007] C’è profonda delusione e profonda amarezza, rispetto tanto i tifosi juventini ma ho poco rispetto per la squadra. Retrocedere così fa male però mi fa capire cose che già sapevo… Nel calcio si parla tanto, tutti sono bravi a parlare, adesso sembrava che i cattivi fossero fuori e che adesso ci fosse un calcio pulito, infatti siamo contenti tutti, evviva questo calcio pulito.

Voglio continuare a crescere, a stupire me stesso e gli altri. La Juventus non è un punto di arrivo. Tutto per me è un punto di partenza.

Chi vince scrive, chi arriva secondo ha fatto un buon campionato ma non ha fatto la storia.

Noi possiamo vincere lo scudetto e dobbiamo ottenere il massimo, sarebbe un peccato fallire l’obbiettivo. Le altre cose sono dei sogni, cose irreali, i sogni hanno una bassissima percentuale di realizzazione. Restiamo umili perché la presunzione uccide.

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