Le frasi famose di Giampiero Ventura

Prossimo a sedersi sulla panchina dell’Italia, Giampiero Ventura vanta trascorsi su panchine di mezza Penisola. Pur non avendo mai avuto l’onore di allenare una squadra in lotta per lo scudetto, ha sempre saputo raggiungere traguardi prestigiosi come promozioni e salvezze difficili. Dopo u quinquennio a Torino con i colori granata, ed il successo al San Mames in Europa League come “trofeo”, il tecnico di Genova inizia la sfida della vita in nazionale. Ecco allora le sue frasi che sono rimaste maggiormente indicative del personaggio e del suo spessore che dovrà guidare gli azzurri a Russia 2018.

La frasi celebri di Ventura

Le qualità di un giocatore sono come la coperta di un letto. I genitori danno la qualità del tessuto e l’elasticità della fibra. Il nostro lavoro deve essere mirato ad allargare la coperta senza rovinare le fibre.

Prima ancora che arrivasse Obama, io scrivevo già sulla lavagnetta dello spogliatoio “Se vogliamo, possiamo”.

Alleno per libidine, per sentirmi dire dai miei calciatori che con i miei schemi si divertono.

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Io sono uno che viene dal mare. Il mare è silenzio, riflessione, gioia, a volte angoscia. Il mare è romanticismo ma anche energia. È tutto. Nel mare, i se, se li portano via le onde.

Il nostro slogan potrebbe essere: “Insieme possiamo”. Noi non possiamo competere con chi spende settanta milioni sul mercato, e quindi per combattere ci servono altre armi. Dobbiamo avere un modo di essere diverso e un cuore diverso. Vuole un esempio? Gli 80 mila tifosi che festeggiano la promozione sotto un vero e proprio diluvio. Ecco, quegli 80 mila possono competere anche con i 70 milioni.

La Sindone rappresenta un messaggio di pace che, come credente, mi emoziona e mi sconvolge. Un messaggio che vale per tutta la civiltà e, naturalmente, anche per il mondo dello sport e del calcio.

Per come siamo strutturati il leader deve essere la squadra. Noi non possiamo dipendere da un singolo, qui serve un gruppo che giochi a memoria e senza paura su ogni campo.

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[Su Andrea Ranocchia] Sono felice che si sia ripreso dopo una stagione poco felice. Questo sarà l’anno del suo rilancio, è destinato a una carriera importante viste le sue qualità. Finora la sua è stata una crescita costante, sono felice che sia in una grande squadra come l’Inter e che si stia riprendendo alla grande.

Non ho discepoli; molti si ispirano, ma io non sono un profeta. Il calcio è fatto di idee che non hanno età.

[Dopo la firma per diventare CT della nazionale di calcio] Emozionato? Ci mancherebbe altro, alla mia età.

Tra andare ad allenare una squadra di serie A per vivacchiare e portare il Torino in serie A, visto che alleno per libidine. Beh, lasciatemelo dire, questa è libidine pura.

Il mare è silenzio, riflessione, gioia, a volte angoscia; romanticismo, energia. È tutto.

 

 

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