Le frasi famose di Dan Peterson, allenatore di basket e showman

Pur avendo lasciato la panchina del basket dell’Olimpia Milano sul finire degli Anni Ottanta, Dan Peterson, da Chattanoga Tennessee come diceva in un famoso spot pubblicitario, è sempre rimasto in Italia.

Ha preferito abbandonare il parquet e mettersi dietro ad un microfono, attività che già faceva mentre dirigeva campioni come Meneghin, D’Antoni e McAdoo, e passando attraverso diversi emittenti tv, ha sempre lasciato il suo marchio indelebile, con frasi rimaste famose per l’ironia ed anche autoironia, con cui sa dipingere le situazioni che si verificano durante una partita di basket.

L’ex coach italo-americano si è sposato, celebrando per la seconda volta il suo matrimonio a Milano, in occasione del 9 dicembre 2017, volendo suggellare i vent’anni d’unione con la sua attuale compagna Laura Verga, già marito e moglie (secondo rito civile) a Miami nel 1997..

Le frasi famose di Dan Peterson

• “Sono nato a Evanston, Illinois, il 9 gennaio 1936. Evanston confina con Chicago, ma occhio alla differenza: Chicago è la città più brutta del mondo, Evanston la più bella”.
• “Non fare una cosa stupida è come fare una cosa intelligente”.
• “Fe-no-me-na-le”.
• Eccoci ancora insieme, amici!”.
• “Mai sanguinare davanti agli squali!”. Da Telecronaca di Olimpia Milano-Panathinaikos, 1^ giornata di Eurolega 2009-2010, 22 ottobre 2009
• “Mamma, butta la pasta!”.
• “Pandemonio!”.
• “Richiamate i cani, perché qui la caccia è finita!”.
• “Amici sportivi, e non sportivi…”.
• “Nel 1962 sono diventato maestro di educazione fisica e storia. E poi, tutto basket, sempre basket. Giocavo, anche. Uno schifo mai visto. Tentavo di giocare, ma come vedi non sono una pertica d’uomo…”.
• “Lui è un killer!”.
• “Sento una gran puzza di supplementari…”.
• “In contropiede, tu, playmaker, ti devi fermare sulla riga di tiro libero e fare palleggio arresto e tiro”.
• “Lui ha perso palla perché non si è fermato sulla riga di tiro libero”.
• “Lui è quel tipo di giocatore che fa 30 punti e la sua squadra perde”.
• “Well, io non sono un suo grande tifoso, ma…”.
• “Pronostici? Non me li chiedete, non li faccio mai perché li sbaglio sempre”.
• “Quando allenavo, i ragazzi della mia squadra dovevano sempre sputare sangue…”.
• “Quando allenavo Milano, eravamo piccoli, e ci chiamavano la ‘Banda Bassotti’. Avevamo due armi in difesa: pressing a tutto campo, e zona 1-3-1”.
• “Io dico sempre: non passare la palla a un lungo mentre è in movimento”.
• “Passi, tutta la vita!”.
• “Arbitri, fate il vostro lavoro e lasciate fare ai giocatori il loro. Loro giocano, voi fischiate. Non fermate la partita per parlare tra di voi o con il tavolo”.
• “Regola Peterson: si possono recuperare tanti punti di svantaggio quanti sono i minuti che mancano alla fine della partita. Un punto al minuto, non di più”.
• “Lui non deve fare questo”.
• “Grande giocata da parte di lui”.
• “Uuuuuuhh! Cos’ha sbagliato, mamma mia!”.
• “Lui sa di avere sbagliato…”
• “Lui non può giocare a questo livello”.
• “Ti cambia la partita!”

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