La Tragedia dello Stadio di Mosca del 1985: Un Ricordo di Dolore e Lutto

Sono passati quasi quarant’anni da quel tragico giorno del 20 ottobre 1988, quando lo stadio di calcio di Luzhniki a Mosca divenne il teatro di una delle peggiori tragedie nella storia del calcio. Quella sera, migliaia di appassionati tifosi si erano radunati per assistere a una partita di Coppa Uefa tra Spartak Mosca e HFC Haarlem, ma ciò che doveva essere un momento di gioia e sport si trasformò rapidamente in un incubo che avrebbe lasciato un’impronta indelebile nella memoria di tutti coloro che erano presenti.

L’atmosfera nello stadio era carica di emozione e trepidazione mentre le due squadre si affrontavano sul campo. I padroni di casa dello Spartak conducevano per 1-0 a pochi minuti dal termine, quando alcuni spettatori cominciarono a lasciare l’impianto causa la temperatura molto rigida della serata.

Ma arrivò il raddoppio di Sergej Švecov al minuto 88, il che spinse alcuni spettatori a fare rientro nell’impianto. Tuttavia, la polizia li respinse, creando da li ancora più caos. Le troppe persone sulle scale portarono ad un sovraffollamento improvvisò tale da provocarne il crollo.

Morirono schiacciate 66 persone ed ancora oggi, a distanza di anni, le autorità sovietiche si sono rifiutate di chiedere scusa per l’accaduto, addebitandone la colpa ad alcuni addetti all’impianto, spinti a dichiarare il falso sotto minaccia.

Lo stadio Luzhniki, oggi non più esistente, è stato ricostruito per ospitare i Mondiali di Calcio del 2018. Nell’impianto ultramoderno da 81 mila posti, si trova ancora la curva dei tifosi dello Spartak, nascosta tra gli alberi vicino all’ingresso del settore B. In questo luogo è presente una stele commemorativa “di tutti i caduti negli stadi”.

Ogni anno, il 20 ottobre, tifosi e familiari delle vittime si riuniscono qui, sfidando il freddo e il trascorrere implacabile del tempo, per onorare la memoria di coloro che persero la vita in quella tragica serata di 33 anni fa.

Davide Bernasconi

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