La Parigi Nizza 1956 sotto la neve

La Parigi-Nizza può essere spesso influenzata da condizioni meteorologiche avverse, ma la natura della gara significa che di solito sono le prime tappe al Nord ad essere più fredde.

Nel 1956, tuttavia, i ciclisti dovettero affrontare il brutto tempo durante la gara. Quell’inverno era stato eccezionalmente terribile in Francia con temperature record. A Corrèze era sceso a un incredibile -35 ° C.

Anche Antibes sulla costa del Mediterraneo aveva 31 cm di neve e la gente stava lottando in tutto il paese contro il grande freddo. Tubi scoppiavano ovunque nelle case e non era raro vedere i becchini dover lavorare intensamente per seppellire i morti che le condizioni avverse parevano aver moltiplicato.

Centinaia di persone erano morte a causa del maltempo dell’inverno, e anche quando la Parigi-Nizza era iniziata a marzo, c’era ancora neve in tutta la Francia.

La fase finale della gara aveva portato i ciclisti da Manosque nelle Alpi dell’Alta Provenza a Nizza per una distanza di 238 chilometri.

Fino a quel momento, il leader della corsa era il belga Fred de Bruyne, ma uno dei suoi sfidanti più vicini era il neo-professionista irlandese Shay Elliott. De Bruyne aveva preso il comando alla penultima tappa, una prova a cronometro sulla cima del Mont Dore a Manosque, con Elliott che si era piazzato terzo dietro a Pierre Barbotin di Saint Raphael-Geminiani.

Il corridore irlandese di Dublino aveva conquistato tre podi quella settimana e la sua grande prova a cronometro lo metteva al terzo posto assoluto all’inizio della fase finale.

Sarebbe stata una prestazione eccellente se fosse riuscito a salire sul podio , per di più in una delle sue prime gare da professionista. Tuttavia, per la carovana arrivò il momento di affrontare montagne innevate in quella fase finale. Sfortunatamente, Elliott cadde quel giorno in maniera decisamente pericolosa.

Perse venti minuti dal gruppo e così il podio a Nizza gli fu negato. All’inizio di quella settimana, anche il suo compagno di squadra alla Helyett-Potin, il capitano Jacques Anquetil era uscito dalla gara.

Fu l’italiano Renato Ponzini del team Arbos-Bif-Clement a vincere quel giorno in uno sprint a Nizza quel giorno con De Bruyne che si aggiudicò la corsa a tappe.

Il filmato di seguito mostra le condizioni che il gruppo dovette affrontare in quella fase finale. I ciclisti furono costretti a transitare sulle strade coperte di neve con macchine e moto costrette a fermarsi. Alla fine furono in grado di andare avanti mentre la gara si lasciava alla spalle le montagne con i ciclisti che decisero di andare raggruppati, situazione che permise loro di arrivare allo sprint a Nizza.

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