La pagella del week end: 6 ottobre 2019

Aria di festa per chi ama il calcio, dato che la Serie A ci ha offerto uno spettacolo degno di questo nome. Inter-Juve di domenica 6 ottobre non si è fatta mancare davvero nulla; iniziato con le polemiche di Antonio Conte su cose e fatti del passato, si è arrivati alla sfida che ha visto un fantastico tango argentino per tutta la notte del Meazza, con goal, prodezze, rigori dati e non dati, falli, mezza rissa a fine primo tempo e tantissime emozioni.

Maurizio Sarri (allenatore Juventus): voto 8

Si prende la Juve che finora pareva una juvettina, dopo nemmeno due mesi e dopo aver messo le cose in chiaro in Champions con il 3-0 alle aspirine del Bayer Leverkusen, sbanca San Siro vestito a festa e piazza la doppietta dei quasi esclusi di agosto Dybala-Higuain. Adesso a Torino e non solo guardano già alla prossima primavera e chissà che non sia nato un nuovo Sacchi o sacchianesimo.

Yeman Crippa (atletica leggera): voto 10

Voto che non centra nulla con il quinto posto ed il nuovo record italiano sui 10000 metri stabilito ai Mondiali di atletica leggera di Doha (confermo il mio 0/zero alla IAAF per l’infelice scelta). Passare dall’inferno della guerra civile in Etiopia, attraversare il paese per finire in un campo profughi, diventare di fatto orfano e poi trovare il buon cuore di una famiglia italiana che lo adotta, di strada ne ha fatto il ragazzo.

Una pagina di libro Cuore, sperando che ce ne siano tante altre, per lui, per gli italiani e per i “nuovi” italiani, come a qualcuno piace dipingerli.

Vincenzo Montella (allenatore Fiorentina): voto 7

Da ultimo e seduto su di una panchina che scottava, fino a lambire la zona Europa League e chissà, magari qualcosa di ancora più gustoso. Per chi era stato cacciato dal Milan, che ora è ben alle spalle, più tecnicamente che nei numeri, la proprietà straniera stavolta è servita. Aspettiamo dicembre e vedremo il giglio risplendere?

Dirigenza Milan: voto 4

Sarà che la gestione tecnica di Mister Giampaolo non ha finora dato i frutti sperati con formazioni che paiono particolari e prive dei giocatori appena comprati. Ma sul fronte dirigenza qualcosa pare scricchiolare e forse l’assunzione dell’ex tecnico della Sampdoria è apparsa la carta del mazzo più facile da scegliere a giugno.

Difesa d’ufficio? Per il povero Giampaolo (voto 7 alla serietà) ben poche parole spese. Aspettando il cadavere sulla riva del fiume.

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