Il 17 settembre 1974 il Liverpool travolse lo Strømsgodset 11-0 nella Coppa delle Coppe: è tuttora la vittoria più larga della storia del club. Non fu solo un risultato abnorme, ma il primo grande manifesto del nuovo Liverpool guidato da Bob Paisley.
Indice
Un debutto che non ammetteva esitazioni
L’estate del 1974 aveva cambiato la gerarchia del potere ad Anfield. Dopo quindici anni di guida, Bill Shankly aveva lasciato il posto al suo storico collaboratore, Bob Paisley. Un passaggio delicatissimo: Shankly non era stato soltanto un allenatore, ma il costruttore dell’identità moderna del Liverpool, l’uomo che aveva portato il club dalle serie inferiori ai vertici inglesi ed europei.
Il 17 settembre, nella gara d’andata del primo turno di Coppa delle Coppe, arrivò però una risposta fragorosa a ogni possibile dubbio. Di fronte c’era lo Strømsgodset, formazione norvegese arrivata ad Anfield senza il peso della storia e senza strumenti comparabili a quelli dei Reds. Ma il calcio europeo degli anni Settanta restava una frontiera imprevedibile: le trasferte nel Nord Europa erano dure, il formato a eliminazione diretta non perdonava cali di tensione e i grandi club sapevano bene che nessuno scontro poteva essere liquidato in anticipo.
Il Liverpool, quella sera, non si limitò a vincere. Trasformò una partita in una dimostrazione di forza.
Il rigore che aprì la diga
Dopo appena tre minuti Alec Lindsay sbloccò il risultato su rigore. Fu l’inizio di una valanga. Phil Boersma segnò due volte, Phil Thompson e Steve Heighway completarono il 5-0 dell’intervallo: il doppio confronto era virtualmente deciso prima ancora che la serata entrasse nella sua seconda metà.
Eppure il Liverpool non rallentò. Nel secondo tempo arrivarono altre sei reti: Peter Cormack, ancora Thompson, Emlyn Hughes, Tommy Smith, Ian Callaghan e Ray Kennedy. Il tabellino raccontò undici gol e nove marcatori diversi; il campo raccontò invece un collettivo capace di attaccare da ogni posizione, senza trasformare il dominio in un esercizio di vanità.
Undici a zero: il record non è solo un numero
A fine partita, Anfield aveva assistito alla più larga vittoria di sempre del Liverpool. Il precedente primato europeo era il 10-0 inflitto al Dundalk nel 1969; nel complesso della propria storia il club aveva già raggiunto la doppia cifra in due occasioni, ma mai fino a quell’11-0.
Il dato più impressionante non è soltanto la distanza tra le due squadre. È la distribuzione della furia offensiva. Nessun attaccante monopolizzò la scena con una cinquina da copertina: il Liverpool segnò come una squadra che conosceva a memoria spazi, tempi e responsabilità. I difensori Thompson e Hughes parteciparono alla festa, così come il centrocampista Smith e l’esterno Callaghan. Era il segno di un calcio totale nel senso più inglese del termine: meno teoria, più pressione, corsa e occupazione feroce dell’area avversaria.
Nella gara di ritorno, disputata il 1° ottobre a Oslo, il Liverpool vinse ancora, 1-0. Il totale fu un surreale 12-0: una qualificazione che non lasciò nemmeno una briciola di discussione.
L’alba del Liverpool di Paisley
Quella stagione non si chiuse con un trionfo europeo: il Liverpool venne eliminato ai sedicesimi dal Ferencváros. Ma l’11-0 rimase una scena inaugurale, quasi cinematografica, dell’epoca Paisley. Negli anni successivi il tecnico avrebbe costruito una delle dinastie più vincenti della storia del calcio continentale, con campionati inglesi e Coppe dei Campioni a rendere Anfield il centro di gravità del calcio europeo.
La lezione del 17 settembre 1974 è semplice e brutale: le grandi squadre non si presentano soltanto vincendo. A volte scelgono una notte, spingono sull’acceleratore e lasciano un numero che sopravvive a giocatori, allenatori e generazioni. 11-0 è quel numero. Un risultato così smisurato da sembrare un errore tipografico, e invece ancora inciso nella memoria del Liverpool.
Per approfondire
- Libro: Red or Dead di David Peace, romanzo dedicato alla figura di Bill Shankly e all’ambiente in cui maturò il Liverpool che Paisley avrebbe poi portato al culmine.
- Libro: A Banquet Without Wine di Brian Reade, ritratto della cultura popolare e calcistica che ha contribuito a rendere unico il legame fra Liverpool e la sua città.
- Documentario: The Liverpool Story, per inquadrare l’evoluzione del club e la centralità di Anfield nella sua identità.
- Video storico: Le immagini della sfida di ritorno Strømsgodset-Liverpool permettono di ricostruire il doppio confronto della Coppa delle Coppe 1974-75