Se lo stadio è un luogo di perdizione, lo possono dire i mariti quando lasciano a casa le mogli per andare a vedere la partita, come cantava Rita Pavone in una canzone divenuta celebre molti decenni fa e che lasciava aperte le porte del calcio anche al sesso femminile. Ma se a rifiutarlo sono i tifosi che si sarebbero trovati pronti uno stadio con una capienza non indifferente, senza mostrare alcun rispetto per le casse comunali, alla luce degli scandali dei soldi spesi e buttati al vento, voi cosa pensereste?
Chiedetelo prima agli abitanti di Siviglia che si sono trovati un impianto sotto casa che è rimasto praticamente inutilizzato ed ora non sanno che farsene (e la stessa cosa la stanno pensando gli amministratori comunali).
La Cartuja, situato sull’isola omonima a Siviglia, venne costruito in tempo per i Campionati del Mondo di atletica leggera del 1999. Con una capienza di 60.000 spettatori, è il sesto stadio più grande della Spagna e il secondo dell’Andalusia.
Era l’impianto costruito per spingere in maniera seria la candidatura di Siviglia per le Olimpiadi del 2004 e del 2008 (poi assegnate ad Atene e Pechino), e per un certo periodo venne chiamato Stadio Olimpico. Ora, tuttavia, come sottolineato dai cronisti locali, sempre meno sivigliani chiamano La Cartuja “Olimpico”, e se lo fanno lo fanno con una sana dose di sarcasmo.
L’impianto fu inaugurato con un’amichevole della Roja il 5 maggio 1999, quando la Spagna sconfisse la Croazia per 3-1. La sua costruzione costò più di 120 milioni di euro attuali, ma non è mai stato onorato dalla fiamma olimpica.
Nel novembre del 2020 la Roja ha giocato la prima partita ufficiale Roja allo stadio, in precedenza, oltre allo scontro con la Croazia, ha giocato tre amichevoli contro Argentina, Paesi Bassi e Cina.
Lo stadio ha ospitato anche due finali di Coppa del Re, nel 1999 e nel 2001, e la finale di Coppa UEFA del 2003 tra il Porto di José Mourinho e il Glasgow Celtic. La Cartuja ha ospitato anche il tennis ad alto livello, con la Spagna che vi ha vinto due delle sue sei Coppe Davis.
Negli ultimi tempi lo stadio ha ospitato più concerti che eventi sportivi, tra cui quelli degli AC/DC, degli U2, di Madonna, dei Depeche Mode e di Bruce Springsteen.

Il governo andaluso aveva iniziato ad adottare misure prima del COVID per riattivare La Cartuja, riparando il tetto e posando un nuovo manto erboso, firmando al contempo un accordo con la RFEF per ospitare lì le successive quattro finali della Copa del Rey.
da ricordare il match tra Barcellona e Athletic Bilbao nel 2021 e tra Real Madrid e Osasuna nel 2023. Certo uno schiaffo in faccia a chi si batte per evitare sprechi di denaro pubblico mentre per i fans di Siviglia e Real Betis che dominano la cultura calcistica cittadina, poco importa che La Cartuja rimanga nell’ombra.
Ma c’è un motivo per sperare che torna a risplendere. Con una candidatura a tre teste, Spagna, Portogallo e Marocco hanno ottenuto la possibilità di ospitare i Mondiali del 2030. Ecco che allora basterà aspettare qualche anno per vedere esultare migliaia di tifosi, facendolo entrare nel ristrettissimo club degli stadi che hanno avuto l’occasione di vedere Mondiali di calcio e di atletica.