La Bombonera del 1975, il progetto che non arrivò mai a conclusione

Nel 1965 Alberto José Armando, presidente del Boca Juniors, volle avviare un progetto avveniristico per quei tempi: bonificando una zona nei pressi del Rio de la Plata, il fiume che divide le due capitali Buenos Aires e Montevideo, edificò la Cittadella sportiva. Su una dimensione pari a 30 ettari, unendo con una serie di ponti ben 6 isole, venne inaugurato un anfiteatro per 1200 persone, bar, ristorante, cinema, campi di calcio, tennis e pallacanestro, due piscine, oltre ad un vivaio per la pesca ed altre luoghi deputati ad attività sportive e di ricreazione.
L’area non sarebbe stata riservata unicamente ai soci del club giallobù, ma aperta a tutti coloro che volessero usufruirne.

Ma il pensiero andava alla Bombonera: il seguito sempre maggiore per il club rendeva necessario adeguare l’impianto. L’idea fu di replicare il Nou Camp di Barcellona nella forma e l’entusiasmo si trasformò nelle prime opera: il posizionamento dei piloni di cemento erano il passo per vedere inaugurato, il 25 maggio 1975, lo stadio, tre anni prima che si disputasse la Coppa del Mondo 1978.

L’arena avrebbe dovuto avere una capienza di 100.000 posti e sarebbe stato il più moderno dell’intera rassegna mondiale. Per realizzare la struttura, si diede avvio alla vendita di abbonamenti per palchi e posti a sedere per i successivi 25 anni, permettendo a chi lo volesse anche di pagare l’intera somma in 60 rate.

Per l’Argentina però stava aprendosi il periodo peggiore della sua storia. Dapprima la crisi economica del 1973, con l‘ascesa dei prezzi, la caduta dei salari, a cui si associava un periodo politico molto difficile, con i tentativi di contenere la situazione che diede il via al cosiddetto Plan Gelbard.

Alla morte del Presidente Juan Domingo Peron, avvenuta il 1° luglio 1974, il governo finì nelle mani della vedova viuda María Estela Martínez, assolutamente incapace di governare.

Il Presidente Armando, che ogni settimana annunciava attraverso i media locali, il posizionamento di nuovi piloni ed informava dell’avanzamento dei lavori con tono enfatico, dovette ripiegare ben presto ogni ambizione, poichè la struttura, alla data fatica del 25 maggio 1975, quella prefissata per l’inaugurazione, si trovava in stato sempre più decadente, in totale abbandono.

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A dar gioia al numero uno xeneises fu invece la squadra; arrivato in panchina Juan Carlos Toto Lorenzo nel 1975, il Boca vinse campionato Metropolitano e Nacional, gioia raddoppiata se si pensa che il succeso arrivò in finale contro gli odiati rivali del River Plate.

L’anno successivo, arriverà il primo trionfo in Coppa Libertadores, superando i brasiliani del Cruzeiro ed il trionfo in Coppa Intercontinentale contro i tedeschi del Borussia Mönchengladbach, l’altro finalista della Coppa dei Campioni, dopo la rinuncia del Liverpool Campione d’Europa.

Nel frattempo nel paese sudamericano era iniziata la Dittatura dei Generali, con il dramma di 30.000 e più desaparecidos, persone che spariranno per sempre nelle caserme militari senza che i loro corpi vengano mai restituiti ai familiari.
I materiali per la costruzione della Nueva Bombonera verranno eliminati gettandoli nel Rio de la Plata mentre sui terreni indicati verranno costruite autostrade in vista della rassegna Mondiale di Argentina 78.

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