Jabulani, il controverso pallone di Sudafrica 2010

Lo Jabulani doveva essere (e fu) un pallone innovativo per i Mondiali di Sudafrica 2010. Poiché era la prima volta che la competizione si svolgeva in Africa, la FIFA volle presentare una sfera che potesse entrare nella storia.

Caratteristiche tecniche dello Jabulani

Di un peso pari a 440 grammi (8 in più rispetto agli standards) ed un rimbalzo minore di 4 centimetri (6 cm rispetto a 10 normali), Jabulani non si sarebbe alterato in caso di pioggia. Composto da 8 pannelli tridimensionali al posto dei 14 del pallone dei mondiali 2006, presentava su uno sfondo bianco quattro elementi triangolare con ben 11 colori differenti, a rappresentare ognuna delle lingue del Sudafrica.

Per la finale Spagna – Olanda fu usata una particolare variante del pallone, chiamata Jo’bulani, che presentava invece degli 11 colori, una tinta unica dorata sempre su sfondo bianco.
Jabulani ebbe una seconda vita: nel 2010 fu usato nella Clausura argentina e nella MLS statunitense-canadese mentre il debutto ufficiale sui campi si ebbe con la Coppa d’Africa disputata nel gennaio 2010. Nel 2009 nei Mondiali per Club fu usata una sua variante, l’Angola Jabulani. Il significato della parola Jabulani in lingua zulu significa “esultare” e venne presentato il 4 dicembre 2009 a Città del Capo (Cape Town).

La superficie della sfera è strutturata con scanalature mediante una tecnologia sviluppata da Adidas denominata “GripnGroove” con l’intento di migliorare l’aerodinamica. Il progetto è stato realizzato con il contributo di ricercatori della Loughborough University, nel Regno Unito.

Jabulani: I pareri tecnici

La sfera ricevette molto critiche dai calciatori stessi. Se a livello statistico fu stabilito il record negativo in termini di media goals/partita (2,27), furono i portieri ad esprimere giudizi drastici sullo Jabulani: da Buffon («Il nuovo modello è assolutamente inadeguato e credo che sia vergognoso far disputare una competizione così importante, alla quale prendono parte tanti campioni, con un pallone del genere») passando all’allora portiere dell’Inter Júlio César («Un pallone da supermercato»), passando per Casillas («È davvero triste il fatto che una competizione così importante come i Mondiali debba essere giocata con un pallone davvero orrendo»). Marchetti, poi diventanto il titolare degli Azzurri causa l’infortunio di Buffon, diede anche una soluzione per il futuro: “Quando si studiano i nuovi palloni si consultano sempre i giocatori: ma sempre chi calcia, non chi para. La Fifa dovrebbe mettere in commissione anche un portiere”.

Gli effetti più curiosi dello Jabulani

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