Il seminterrato del Pampa

Ecco El Pampa nella sua prima edizione del week end o del venerdì sera, a seconda dei sui impegni e di quando riuscirà a connettere il cervello e le mani per scrivere qualcosa di sensato che non siano baggianate apocalittiche.

Arriva il mese di ottobre e il baseball americano, dunque mondiale, si accende con i play offs che voglion dire un mese intenso in cui ci si batte per un anello da mettersi al dito, senza perderlo.

Ovvio che per qualcuno si tifa sempre, anche se lo sport del batti e corri a stelle e strisce sembra già deciso fin da aprile quando i soloni della stampa americana fanno classifiche ed indicano una rosa ben ristretta di sicuri vincitori. Anche stavolta sarà sfida alle World Series fra Houston Astros e Los Angeles Dodgers come nell’autunno 2017? Parrebbe anche se gli Yankees vogliono tornare a ringhiare dimostrando che la Grande MELA non si fa più mangiare.

Ma poi perchè dimenticarsi che il sabato sera ci riserva il primo licenziamento della stagione 2019/20 della massima serie di calcio italiana con Giampaolo ed Andreazzoli che si battono i pugni per capire se di pasta al pesto o di risotto all’ossobuco le loro tavole saranno ancora servite? Quando si parla di un mister che lavora a Milano il panettone sembra il primo traguardo, poi manca ancora tutto ottobre e novembre e 60 giorni e passa mica sono pochi.

Andreazzoli mica la finisce la stagione, prima o poi la condanna salata (pagata da Preziosi nomen omen) arriva mentre in riva al Naviglio per il mister che arriva dal mare dell’Abruzzo è solo un’aggiunta al curriculum la panchina al Milan che in questi anni pare un tram dell’Atm al capolinea, l’importante è salirci alla fine o all’inizio della corsa, basta che paghino.

Milano ride o sorride la domenica sera, quando si gusta la prima di Conte contro la Juve, che magari per una notte sarà conticini se tirerà i remi in barca puntando all’X per fare cassetta. Di incasso record già ridono i cinesi, chissà che Lukaku, sogno disatteso di Paratici, o solo mossa di tuffo in meta, sarà l’artefice della fuga. Dico 1 nerazzurro con goal in mischia agli ultimi 10 minuti ed il figliol prodigo che litigherà con mister Sarri arrivato non dalla Bovisa come Bagnoli ma da Bagnoli, sembra quasi una barzelletta.

L’Eurolega di basket è ripartita e Milano ancora una volta sbaglia a mettete le scarpe. Per l’Olimpia si tratta della eterna stagione della svolta perchè in quella che chiamavano la Capitale Morale (o a Morales le chupavan los huevos….) non si chiede la vittoria nel torneo, ma poi i meneghini, se non vinci anche quando parti da ultimo, te lo fanno notare come fosse una colpa.

Messina che ha un cognome che dice tutto legandosi a motivazioni geografiche, come il Ponte che se ne parla e di solo ne escono senza piloni, pare un Giano Bifronte: fa tutto stavolta, imparando dal metodo americano, presidente, gestore, allenatore, solo che qua siamo in Italia ed ognuno vuole le sue competenze, poche, ma almeno prendere lo stipendio per quello che fa o vorrebbe fare. Non vorrei che fosse come alle qualificazioni per le Olimpiadi dove arriva per la gloria nazionale e si ritrova sbeffeggiato a far valigie mentre chi comanda lo prende in giro. Meglio Scariolo che ha capito che dalla Penisola più si sta lontani e meglio è: qui se vinci da sfavorito hai fatto il minimo, se perdi coi favori dei pronostici,  è meglio che stai lontano da Piazzale Loreto.

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