Il Mozart del calcio: Mathias Sindelar, il calciatore che rifiutò la Germania nazista

Matthias Sindelar è stato senza dubbio il calciatore austriaco più forte di tutte i tempi. Nato il 10 febbraio 1903 a Jihlava, una località dell’allora Boemia appartenente all’impero Austro-Ungarico, si trasferì a Vienna per motivi di lavoro dei genitori.

Nel corso della sua carriera con la nazionale, Sindelar travolse in due occasioni la Germania, con un 5-0 (e tripletta) a Berlino ed un ancor più netto 6-0 a Vienna. Anche gli ungheresi cedettero sotto i suoi colpi, venendo travolti per 8-2 (!) grazie ad un tris del talento austriaco. In carriera indossò soltanto due maglie: la prima, quella dell’Herta ASV di Vienna, la squadra del quartiere in cui risiedeva e con cui si era avvicinato al calcio.

La seconda invece, quella viola dell’Austria Vienna, con cui raggiunse le più alte vette sportive: 1 campionato, 5 coppe nazionali e due Mitropa Cup.

La sua abilità consisteva in un dribbling rapidissimo, grazie ad un tocco di palla armonioso, motivo per cui gli venne affibbiato il soprannome di “Mozart del pallone“. Nota a margine, fu anche uno dei primi calciatori ad apparire in uno spot pubblicitario. Nel 1934 in occasione dei Mondiali in Italia la semifinale contro i padroni di casa giocata a San Siro e persa per 1-0, spense ogni sogno di gloria per gli austriaci. Un match che fu al centro di forti contestazioni da parte degli ospiti: il goal di Guaita venne concessa nonostante il forte sospetto di fuorigioco mentre allo stesso Sindelar vennero riservate le “speciali cure” del difensore Monti, tanto da costringerlo a saltare, qualche giorno, la finale di consolazione che i suoi compagni persero contro la Germania.

Ma se l’infortunio gli fece perdere l’ultimo appuntamento con il palcoscenico Mondiale, il ricovero ospedaliero gli permise l’incontro con la donna della sua vita, seppur breve, la milanese di religione ebraica Camilla Castagnola.

Nel 1938 Sindelar venne convocato per la “partita finale” un incontro organizzato dal Terzo Reich per celebrare l’annessione dell’Austria alla Germania, oltre che sul piano politico, anche su quello sportivo.

Capitano del “Wunderteam (così venne definita quella forte nazionale) giocò con la maglia dell’Austria, e dopo aver siglato la prima rete dell’incontro, il talento austriaco celebrò la segnatura con un balletto sotto gli occhi dei gerarchi nazisti. Alla conclusione della partita, vinta per 2-0, entrambe le squadre vennero chiamate sotto la Tribuna delle Autorità per il saluto ai gerarchi nazisti.

Sindelar e l’amico Sesta si rifiutarono, così come non vollero indossare la divisa della nazionale unificata e da quel pomeriggio iniziò il dramma umano del calciatore.

Costretto a vivere in clandestinità, Sindelar venne trovato morto nella sua casa di Vienna assieme alla fidanzata il 23 gennaio 1939. Le cause del decesso vennero attribuite ad un’intossicazione da monossido di carbonio ma non venne mai eseguita alcuna autopsia sui cadaveri.

sindelar tombaIl suo funerale vide la partecipazione massiccia di 40.000 persone e la sua tomba, visitabile, si trova presso il cimitero centrale di Vienna.

I riconoscimenti postumi sono arrivati nel 1999, quando l’International Federation of Football History and Statistics (IFFHS) lo ha eletto come miglior giocatore austriaco del XX secolo e l’anno seguente invece si è visto attribuire il titolo di “sportivo austriaco del secolo”.

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