Il logo del Palmeiras: la storia

E’ una delle più celebri squadre del Sudamerica ed in particolare del Brasile: il Palmeiras.

Il Palmeiras venne fondato a San Paolo da tifosi di origine italiana nell’anno 1914 e il nome di battesimo del club era Palestra Italia. La nascita del club era ispirata dalla visita in Brasile di due dei club italiani di maggior successo: Pro Vercelli e Torino.

Il nome di Palestra Italia rimase fino al 1942, anno in cui fu cambiato in Palmeiras. Il motivo è che l’Italia era tra i paesi dell’Asse (insieme alla Germania nazista e al Giappone) e il club voleva prendere le distanze da ogni rapporto con questo versante della seconda guerra mondiale. La scelta di Palmeiras come nome è dovuta al fatto che i responsabili del club avevano voluto mantenere la P come iniziale (per la sua presenza negli stemmi del club) e per il buon rapporto con un vecchio club chiamato Associaçao Atlética das Palmeira.

Alle sue origini, la Palestra Italia adottò i colori della bandiera italiana, ovvero: verde, bianco e rosso. Quando il club fu ribattezzato Palmeiras, il rosso fu tolto dalla composizione per evitare di essere legato allo stendardo italiano , lasciando il bianco e il verde come colori del club, che in occasione delle partite internazionali (prima del 1942) optava anche per la maglia azzurra come omaggio alla squadra italiana.

Il primo stemma del club (1914) fu lo stemma dei Savoia, quello della casa reale italiana (rosso con croce bianca). Nel 1917 furono utilizzate le lettere intrecciate P e I (da Palestra Italiana), schema che si mantenne fino al 1942 con piccole variazioni, come, ad esempio, che la lettera I fosse rossa.

Con l’eliminazione dei riferimenti all’Italia, quello sono scomparso e solo la P bianca su sfondo verde è rimasta come emblema.

Nel 1959 fu effettuato un importante restyling: lo scudetto con la P fu circondato da un cerchio verde con otto stelle (per il mese di nascita del club e per i titoli conseguiti da Palestra Italiana), più il nome del club, Palme. Questo schema è rimasto invariato fino ad oggi.

Davide Bernasconi

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