Porquè, se l’articolo dovesse uscire su un sito in lingua spagnola, per ricordare che il Messico fu il primo paese ad avere l’onore di ospitare i mondiali di calcio per la seconda volta nella storia del pallone, a distanza di appena 16 anni dalla precedente rassegna. E se a questo aggiungiamo che la candidatura messicana arrivò in corso, frutto dell’abbandono, dovuto e richiesto, da parte della FIFA di non vedere il mondiale in un paese tribolato per via del conflitto fra i narcos.
Come la narrazione porta alla ribalta la sagacia, la furbizia e la capacità di mescolare intrighi, politica, sesso ed amore, Martín de la Torre, un ambizioso funzionario della federazione nazionale capisce come possa essere il passaggio definitivo dalla retroguardia alle prime pagine, più che volere di apparire, quanto di essere nelle grazie dei potenti.
E fu così che nel paese centroamericano si disputerà il Mondiale che taglierà per sempre in due la storia del calcio, dal Maradona bimbo a quello vincente ed iconico, oltre a giungere poche settimane dopo Chernobyl, un fatto che lentamente si collegherà ad una fase storica del secolo moderno.
Ma chi pensa di accendere Netflix e di guardare una partita o più spezzoni, se lo scordi fin da subito. E’ il tipico docu film che diventa eccitante con alti e momenti di tensioni costanti, seppur brevi.
Data di uscita: 21 maggio 2026 (Messico)
Regista: Gabriel Ripstein
Genere: Commedia
Durata: 1h 36m
Sceneggiatura: Gabriel Ripstein, Daniel Krauze Turrent