Hugo Meisl: il Maestro del Wunderteam

Nel periodo tra le due guerre mondiali, c’erano alcuni professionisti del calcio che davano del Tu allo sport in termini di tattiche e gioco. Uno di quei professionisti fu Hugo Meisl.

Il 16 novembre 1881, Hugo Meisl nacque a Maleschau, in Boemia (oggi Malesov, nello stato della Repubblica Ceca), da una famiglia ebrea che intuì fin da subito le sue abilità commerciali, tanto da decidere di spedirlo ben presto oltre confine per continuare gli studi. Allora il giovane Meisl si trasferì a Vienna per lavorare come impiegato di banca. Iniziò a giocare a calcio alla fine del 19° secolo con la maglia del Vienna Cricket and Football Club.

Tuttavia il calcio si rivelò soltanto una breve parentesi nella sua intensa vita, entrando a far parte della Federcalcio austriaca, di cui divenne segretario generale. Nel frattempo, nel 1908 era anche diventato arbitro internazionale (debuttò in Ungheria contro Inghilterra) e nel 1912 fu direttore di gara ai Giochi di Anversa.

Nel 1913, Meisl assunse l’incarico di commissario tecnico per la nazionale austriaca, inizialmente assieme a Heinrich Retschury, e poi da solo, a partire dal 1919. Sotto la sua guida, l’Austria divenne la prima potenza calcistica del mondo. Era quello che veniva chiamato Wunderteam, squadra meravigliosa. Guidata da Matthias Sindelar (erroneamente ritenuto ebreo, ma di famiglia cattolica, nato nell’attuale Repubblica Ceca, come Meisl), la squadra austriaca ottenne un’impressionante serie di 14 vittorie consecutive (tra il 1931 e il 1932). Meisl fu uno dei primi allenatori che optò per giocare al calcio con una tattica che prevedeva il possesso palla, lontano anni luce dai passaggi lunghi, strategia di base del calcio inglese. Fu  dunque un pioniere nel concepire forme più moderne di calcio.

Arrivarono ​​tra i favoriti alla Coppa del Mondo del 1934, ma persero nella semifinale contro l’Italia, padroni di casa, che poi diventeranno campioni (basta controllare il potere del calcio dell’Europa centrale in quel momento. I quattro semifinalisti erano Italia, Austria, Cecoslovacchia e Germania, e nei quarti di finale – insieme a Spagna e Svezia- arrivarono anche Svizzera e Ungheria).

L’influenza di Meisl sul calcio moderno si rifletteva anche nel panorama agonistico: fu promotore della Coppa Mitropa, la competizione che poi divenne ispiratrice della futura Coppa dei Campioni. I suoi contatti con allenatori come l’italiano Vittorio Pozzo o l’inglese Herbert Chapman lo incoraggiarono a creare una competizione internazionale che, alla fine, servì ad arricchire i concetti calcistici di tutti.

Sfortunatamente, la carriera di Hugo Meisl come allenatore venne interrotta troppo presto il 17 febbraio 1937, poiché il prestigioso allenatore ebbe un infarto, morendo ad appena 55 anni. La sua morte arrivò pochi mesi prima dell’Anschluss, quando l’Austria venne ammessa alla Germania nazista, formando così un’unica nazione, situazione che sicuramente, come cittadino di origine ebraica, non avrebbe supposto nessuna buona notizia.

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