Harry Haft: l’odissea del pugile ebreo

La boxe propone spesso storie vere di eterni combattenti che hanno vissuto un inferno vero nella vita, ma che poi spesso riescono ad uscirne grazie proprio grazie a quello che sanno fare meglio. È la storia di Herschel “Harry” Haft.

Hertzko Haft nacque il 28 luglio 1925 a Belchatów, in Polonia, da una famiglia ebrea. Aveva solo 14 anni quando i nazisti invasero il suo paese e per sopravvivere lui e suo fratello cominciarono a darsi da fare in una piccola attività di contrabbando.

Venne arrestato per il fatto di essere ebreo e inviato in vari campi di concentramento fino a quando non entrò ad Auschwitz. Grazie alla sua forte corporatura, un ufficiale delle SS decise di farne il suo divertimento e lo fece boxare con altri detenuti allo scopo di intrattenimento. I combattimenti si svolgevano nel vicino campo di Jaworzno ed erano spesso mortali.

Haft combattè 76 incontri per sopravvivere. Nel 1945, quando stavano per arrivare i sovietici, i nazisti smantellarono i campi e organizzarono le cosiddette “marce della morte” verso la Germania. Nell’aprile di quell’anno, Haft riuscì a uccidere una guardia che stava facendo il bagno e fuggì indossando la sua uniforme.

Fino alla fine della guerra, Haft fuggì di città in città. Accadde addirittura che si trovò costretto a commettere una serie di omicidi: dovette eliminare fisicamente alcuni anziani che sospettava lo avessero scoperto. Alla fine, fu in grado di raggiungere un campo profughi gestito dagli americani in Germania. Nel 1947 partecipò a un campionato per dilettanti ebrei a Monaco, e lo vinse.

Nel 1948 decise di emigrare negli Stati Uniti e si stabilì nel New Jersey, dove viveva suo zio. cambiò il suo nome in Herschel (con il diminutivo Harry) e divenne un pugile professionista. In totale, sostenne 21 incontri, il più importante dei quali a Rhode Island il 18 luglio 1949, contro il grande Rocky Marciano. Haft venne sconfitto ed appese i guanti al chiodo.

Dopo il suo ritiro, sposò la sua ragazza, Miriam Wolfsoniker, e aprì un fruttivendolo nel quartiere di Brooklyn. La coppia ebbe due figli e una figlia. Nell’aprile 2007 fu inserito nella Jewish Sports Hall of Fame. Sei mesi dopo morì di cancro a Pembrook Pines, in Florida. Aveva 82 anni.

La storia della vita di Harry Haft è stata inserita in un libro dal figlio maggiore, Alan Scott. Questo libro ha dato origine nel 2011 alla pubblicazione di una graphic novel realizzata dall’autore Reinhard Kleist. Entro la fine del 2021 uscirà un film biografico che porterà il suo nome come titolo. Ben Foster interpreta il pugile e, tra gli altri, vedrà la partecipazione di Danny DeVito e John Leguizamo. Ecco il trailer.

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