Gustaaf Deloor: il primo vincitore della Vuelta di Spagna

Gustaaf Deloor, il primo vincitore della Vuelta di Spagna, ebbe una vita non facile e decisamente da montagne russe, visti gli up and down che dovette affrontare durante la sua esistenza.

Gustaaf Deloor era un ciclista belga che svolse la sua carriera in gran parte durante gli Anni Trenta del secolo scorso.  La sua punta più alta fu la vittoria alla prima edizione della Vuelta di Spagna, aggiudicatasi nel 1935, successo bissato anche l’anno seguente. Un finale curioso, se si pensa che sul podio fu accompagnato dal fratello maggiore Alfons, classificatosi secondo nella generale.

Ma come per tanti sportivi, il conflitto bellico fu fatale per le speranze di conseguire successi in sequenza. E nel suo caso, lo scoppio della Guerra Civili spagnolo lo privò, quasi sicuramente, del successo nella corsa a tappe iberica oltre ad altre gare del panorama ciclistico come la Vuelta di Catalogna, allora la terza a corsa a tappe più antica del mondo dopo Tour de France e Giro d’Italia. Abbandonerà il ciclismo allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, quando venne fatto prigioniero dalle truppe naziste.

Un suo grande cruccio sarà non essere mai diventato campione del mondo; anzi, corse soltanto una volta la corsa iridata, a Berna nel 1936, quando si trovò in fuga con il francese Antonin Magne, ma la sfortuna ci mise lo zampino. Una foratura lo mise fuorigioco, mentre il transalpino compagno di fuga, alla fine della corsa vestirà l’agognata maglia di campione iridato.

Ed il rimorso di come andò a finire la corsa sempre gli rimarrà impresso, convinto che quel giorno avrebbe soddisfatto il suo grande desiderio sportivo.

Gustaaf nel 1937 si misurò sulle strade gialle del Tour de France, ma non con una compagine, bensì da indipendente, come allora si poteva fare; conquistò una tappa ed ottenne diversi piazzamenti nei giorni successivi. Curiosamente, in quell’edizione, il leader della corsa, il connazionale Sylvere Maes, ricevette una sanzione pesante che venne ritenuta indegna dalla nazionale belga tanto che in blocco si ritirò a sole quattro tappe dal traguardo finale di Parigi.

Come detto, prese parte al secondo conflitto bellico, trovandosi immischiato in una missione assai delicata, presso Fort Eben-Emmael, scenario di un’operazione con esploratori e paracadutisti che aveva come compito quello di conquistare un punto strategico, ritenuto inespugnabile e che serviva a proteggere il fiume Mosa.  Fatto prigioniero, venne inviato presso un campo di concentramento in territorio polacco, detto Stalag II-B. Qui, per sua fortuna, trovò un luogo tutto sommato accogliente per quello che si potrebbe definire un lager, diventando cuoco grazie al fatto che un soldato tedesco lo riconobbe per la sua professione di ciclista.

L’amnistia che ricevettero i soldati belgi permise a Gustaaf di fare rientro a casa, nonostante cammin facendo incontrò per strada altri reduci a cui invece la sorte aveva voltato le spalle. Si diede subito da fare, nonostante il conflitto non fosse ancora terminato: decise di aprire un’attività di gomme per biciclette e si rifiutò di lavorare per i nazisti che  in quel momento occupavano il Belgio, ed allora si mise nuovamente in cammino, destinazione Francia.

Ma il suo giro del mondo era appena iniziato: con la prima moglie, Margrot, si diresse negli Stati Uniti sebbene conoscesse a malapena qualche parola d’inglese. Prima si installò a New York, dove fece parecchi lavori come meccanico, ma che duravano appena qualche giorno o al massimo qualche settimana, vista la sua scarsa conoscenza dell’inglese.

Il dopo ciclismo vide Gustaaf lavorare in un’impresa, Marquardt Corporation, che svolgeva indagini e costruiva sistemi a propulsione, forte anche di un appoggio nel governo americano e nella NASA, tanto da vedersi assegnata una parte del progetto per le missioni spaziali.

Una volta ottenuta la pensione, alla fine degli anni 70, decise di fare ritorno in Europa, tornando nella madre patria in Belgio.

Nel 1995 venne nuovamente invitato in Spagna per assistere alla Vuelta, motivo la celebrazione dei 50 anni trascorsi dalla sua prima vittoria. Ma per motivi di salute fu costretto a declinare.

Morì nell’agosto 2010 e venne omaggiato nella sua città natale di De Linge, dove una piazza venne ridenominata in ricordo dei due fratelli Deloor. Fece seguito anche una mostra fotografica con trofei e memorabilia vari dell’epoca.

Biografía, palmarés, statistiche: Gustaaf Deloor nacque a De Klinge (Belgio) il 24 giugno 1913 e morì a  Mechelen il 28 gennaio 2002. Fu un ciclista che passò molto giovane al professionismo e che vide la carriera stroncata causa la Guerra, prima quella Civile Spagnola e poi quella Mondiale. Le prime due edizioni della Vuelta di Spagna furono appannaggio suo, vincendo anche una tappa al Tour del 1937 ed aggiudicandosi la classifica finale del Giro di Svizzera 1936, anno in cui perse il Mondiale causa una foratura. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale dovette dire addio per sempre al ciclismo.

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