Gli stadi dal nome storico

Legare il nome di un personaggio storico e che segnato la vita di molte persone in seguito ai propri comportamenti, ad un club calcistico, non è sempre la cosa più facile da fare, soprattutto in tempi moderni. ma talvolta, fare un’eccezione, può risultare la miglior operazione possibile.

Dal 2015 il club islandese Grótta gioca al Vivaldivöllurinn (Stadio Vivaldi), sponsorizzato da una compagnia che prese il nome dal compositore Antonio Vivaldi, morto nel 1741 … 274 anni prima che il campo di Grótta prendesse il suo nome.

La sede del Club Brügge e del Cercle Brügge prende il nome dal rivoluzionario Jan Breydel (1264-1328 / 33) che si mise a capo dei cittadini, stufi delle angherie del re di Francia Filippo il Bello. In Siria, lo stadio Khalid ibn al-Walid, che ospita le compagini del Al-Karamah e Al-Wathba, prende il nome da un comandante al servizio del profeta Maometto morto nel 642 d.C.

Si tratta di un personaggio considerato come il miglior uomo d’armi del periodo islamico classico, tanto da avergli assicurato il soprannome “Spada dell’Islam” (Sayf al-Islām), e riuscendo a terminare la sua carriera militare da imbattuto. E’ senza dubbio considerato come uno dei più grandi guerrieri e generali militari della storia.

Tornando rapidamente in Europa, l’Estádio D. Afonso Henriques a Guimarães, prende le sue origini dal nome di Afonso I detto il Conquistatore, primo re del Portogallo. Lo stadio venne costruito nel 1965, ben 780 anni dopo la morte dell’eroe lusitano a cui venne intitolato.

Venendo a temi più religiosi, e chissà per quanti andare allo stadio è un pò come recarsi in una chiesa, c’è solo da sbizzarrirsi nella ricerca ed individuazione dei palcoscenici calcistici che hanno adottato un santo per dare il nome. St Mary’s, St James ‘Park, San Paolo, San Siro, qualcuno conosce un teologo appassionato di calcio che potrebbe dare una mano?

Si dice che Santa Maria, la Vergine Maria, sia nata nel 18 aC prima di dare alla luce il leggendario Gesù Cristo, il cui fratello San Giacomo morì nel 62 o nel 69. San Paolo, inteso come San Paolo Apostolo, morì nel 64 o 67. San Siro era altrimenti noto come Syrus, il primo vescovo di Pavia, una figura del I secolo che si dice fosse il ragazzo con i cinque pani e due piccoli pesci che appare nel vangelo del Nuovo Testamento di San Giovanni, che morì nell’anno 100 d.C. all’età di 94.

Stavolta invece il sacro si mescola con il profano. La Macedonia del Nord ha recentemente ribattezzato il suo impianto sportivo più grande in onore di un cantante popolare, Toše Proeski, morto nel 2007, ma dal 2009 al 2019 l’arena era intitolata a Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro Magno. Philip fu assassinato da una delle sue stesse guardie del corpo nel 336 a.C., ben 2.345 anni prima che lo stadio prendesse il suo nome.

Ed invece, per gli amanti della storia dei giochi olimpici, facciamo un salto in Grecia. Il Diagoras Stadium di Rodi, inaugurato nel 1932 e intitolato al campione di boxe delle Olimpiadi classiche. La leggenda (e Wikipedia) narra che Diagoras morì di felicità quando i suoi figli, una volta cresciuti e diventati atleti, vinsero titoli e lo portarono in giro sulle spalle ai giochi nel 448 a.C., facendolo morire di crepacuore (e non è uno scherzo del destino) 2.380 anni quando lo stadio venne aperto.

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