Giocare il Superbowl ubriaco e vincerlo: storytelling

Sei grande e grosso, giochi nella NFL e da li a poche ore scenderai in campo per giocarti il Super Bowl: cosa dovrebbe farti paura? Nulla probabilmente!!!

Ma sei giochi da ubriaco? La storia del massimo evento mondiale (così dicono le statistiche americane) ha visto anche giocatori che hanno disputato la finalissima in maniera alterata dall’eccessivo tasso alcolico.

La storia inizia con il primo Superbowl, quando nel 1967 a contendersi il trofeo fu la sfida Packers vs Chief. Max McGee dei Green Bay, la franchigia del mitico Lombardi, decise di uscire la sera prima del match.  Il 34-enne ricevitore, raramente utilizzato in stagione tanto da aver ricevuto solo 4 passaggi in tutto il campionato, pensò che avrebbe trascorso l’ambita finale tutto il tempo in panchina e optò per trascorrere le ore precedenti a gustarsi i piaceri della vita fra un bicchiere e l’altro.

Così, dopo aver fato compagnia ad alcune persone che aspettavano, presso l’hotel del bar, in attesa di partire per l’aeroporto e con la città di Los Angeles “a sua disposizione”, McGee passò la nottata fuori a spasso per LA, facendo ritorno in hotel non prima dell 6.30 del mattino.

Ovviamente, effettuò uno dei peggiori riscaldamenti della sua vita, considerato il mal di testa che lo affliggeva pesantemente. E dopo appena tre giochi, ecco la grande occasione della vita. Il ricevitore titolare, Boyd Dowler, si infortuna alla spalla e non può proseguire il match. Coach Lombardi guarda in panchina e lo fa scattare sull’attenti: E’ il tuo momento ragazzo!

Tutto passa, tutto scorre, così anche gli effetti di una sbornia!  Riceve un pallone  e correndo per 37 yards sigla il primo touchdown della storia del Super Bowl!! McGee terminerà il match con sei ricezioni per complessive 138 yards, contribuendo al successo per 35-10 dei Green Bay, che si ripeteranno anche l’anno successivo contro Oakland Raiders. Stavolta McGee, memore dell’esperienza, si presenterà lucido all’appuntamento, siglando anche in quell’occasione una meta.

Il primo caso: giocare il Superbowl da ubriaco è possibile!!

 

 

Trentanni dopo la storia volle ripetersi: stavolta il protagonista fu niente meno che Brett Favre, quarterback monumento della storia della NFL e, ancora una volta, dei Green Bay Packers. Già “vittima” dell’alcol nel corso della sua carriera, Favre, ancora a digiuno di vittorie nel Superbowl, passò l’intera notte a spasso per New Orleans e venne beccato ubriaco nei pressi di Bourbon Street. Il giorno dopo, il 26 gennaio 1997 presso il Louisiana Superdome, Favre non fece altro che vomitare prima dell’inizio del match contro i New England Patriots mentre la dirigenza del club si affrettò ad indicarne come gli effetti di una sfortunata influenza.

 

Brett Favre

 

Ma la classe dell’uomo di Gulfport era superiore a tutto: il Super Bowl XXXI vide il marchio Favre apposto sopra il risultato finale: lanciò per 246 yards e due touchdown nella vittoria per 35-21, per la franchigia che non vinceva più dai tempi di Vince Lombardi.

One thought on “Giocare il Superbowl ubriaco e vincerlo: storytelling

  1. …mi hai demolito il mito Favre, non lo sapevo, come non conoscevo la prima storia che hai raccontato. Anche se penso che McGee fosse più “giustificato” di Favre, il primo SB non aveva certo l’attenzione mediatica dei successivi

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