Genoa: la storia del simbolo del Grifone

Genoa ed il Grifone hanno un legame indissolubile che parte quasi dagli inizi della storia del club rossoblù. Nel corso dell’assemblea della Società che si tenne il 15 febbraio 1910, uno dei soci, Aristide Parodi, prese la parola per proporre di inserire nello stemma del club quello della città, con due Grifoni che sostengono lo scudo con la croce di S. Giorgio.

In questo momento il club, che come da definizione, è Football and Cricket nato grazie agli inglesi, diventa a tutti gli effetti genovese e dunque legato alla città di Genova.
Tuttavia lo stemma per molti anni, venne utilizzato solo sulle tessere ed altri documenti attinenti alla vita della società , senza comparire sulla maglia da gioco.

Solo verso la fine degli Anni Venti viene effettuata la scelta definitiva: si opta per solo uno dei due Grifoni dello stemma di Genova, inserendolo in uno scudo rossoblù, bordato d’oro e chiuso in alto dalla croce rossa in campo bianco di Genova.
E viene scelta la fiera (un incrocio tra un’aquila, un leone e un cavallo) rampante verso sinistra. Decisione non semplice, perché con lo sguardo mancino pareva che guardasse all’indietro ed inoltre, a livello araldico, la lingua rossa del Grifone finisce contro lo sfondo rosso dello scudo, sovrapponendo così due colori identici.

Il logo attuale apparirà sulla maglia soltanto in occasione del campionato 1937/38.

Inoltre anche la scelta dei colori non parve casuale: rosso e il blu, come il Grifone, sono simbolo di due nature,  terrena, il rosso (simbolo del sangue) e divina, il blu (simbolo del cielo).

La curiosità

Aristide Parodi, colui che ebbe l’idea del Grifone, era anche un calciatore del Genoa. Seppure fosse di ruolo attaccante, giocò la sua unica partita ufficiale in veste di portiere nel corso del campionato del 1900 girone ligure, quando i genoani sconfissero la Sampierdarenese per sette a zero. Diventato il cassiere del club, grazie al suo prestito di 500 lire (!!!), fu possibile la costruzione del campo di gioco di San Gottardo che ospitò il Grifone per tre anni prima del trasferimento definitivo a Marassi.

Simbolo araldico: il significato

Più precisamente il Grifone (o detto anche Grifo) è composto da parti di tre animali
dall’aquila: il capo, il collo, il petto, le ali e le zampe anteriori;
dal leone: il ventre, le zampe posteriori e la coda;
dal cavallo: le orecchie.

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