Frasi famose di Roberto Mancini

Roberto Mancini è un allenatore italiano di calcio che nel corso della sua carriera ha già avuto l’occasione di sedersi su panchine molto importanti, quali Inter, Fiorentina, Lazio, Galatasaray e Manchester City oltre all’Italia in veste di commissario tecnico. ha vinto titoli sia in patria, con l’Inter prima e dopo il triplete, con i viola alla sua prima esperienza da tecnico nella stagione 2000/01 oltre alla Premier League, strappata sul filo di lana ai concittadini dello United, in pieno recupero all’ultima giornata.

Frasi famose di Roberto Mancini

Complimenti per lo stadio. La Juve, come sem­pre, arriva prima degli altri. È un grande van­taggio, era ora di vedere un impianto decente anche in Italia.

[Su Mario Balotelli] Mario è un ragazzo a cui voglio bene. È un bravo ragazzo e anche un gran calciatore. Sono d’accordo con chi dice che deve fare la prima punta. Anche a me è capitato di farlo giocare esterno d’attacco. Ma è una punta che ha tiro, ha fisico, è forte di testa.

[Rispondendo alla domanda: «Che cosa farebbe dello scudetto 2006?»] Non so, non sono parte in causa e mi tiro fuori. Ci sarà ben qualcuno che prima o poi deciderà. E comunque senti tuoi gli scudet­ti che vinci sul campo.

Contro il Villarreal pensavo fosse necessario marcare stretto Riquelme, il miglior giocatore. Non l’ho fatto e mi sono pentito. Un giocatore importante va sempre limitato.

[Su Mario Balotelli nel 2013] È migliorato, ma non penso che possa cambiare del tutto. I suoi errori li farà sempre, anche quando avrà 30 anni, ma questo è normale, l’importante è che capisca che deve dare sempre il massimo in campo.

Ibrahimovic è inarrestabile.

Il calcio è fatto di cervello, non solo di tecnica o qualità.

Io non guardo nulla, non leggo i giornali, non sento le radio e non guardo i canali privati.

Per un campione non può esserci un presidente migliore, perché non solo tifa per te ma ti concede qualcosa più del normale.

Molti la chiamano Inter, io preferisco chiamarla Internazionale: un nome, un obiettivo.

L’abbraccio con Mourinho? Ci siamo salutati con una stretta di mano, come si fa con ogni collega. Non è avvenuto niente di particolare. José è un grande allenatore e un grande personaggio. La sua Inter? La squadra era già forte e si è ancora rinforzata, anche quest’anno sarà la compagine da battere.

[Riferito a Massimo Moratti] […] per un campione non può esserci un presidente migliore, perché non solo tifa per te ma ti concede qualcosa più del normale (nel tempo c’è chi se ne è un po’ approfittato).

[Su Francesco Totti] Si tratta di un giocatore tecnicamente straordinario e questo gli consente di fare quelle cose che sta facendo anche alla sua età. […] Mi sono sempre rivisto in Totti, ci siamo assomigliati molto come calciatori.

Penso che un giocatore italiano meriti di giocare in nazionale, mentre chi non è nato in Italia, anche se ha dei parenti, credo non lo meriti. È la mia opinione.

Lo amo come giocatore per quello che mette sul campo. Se avessimo tutti Medel con quel cuore vinceremmo ogni partita. Tutti Medel? Facciamo 24 Medel e un Messi.

[Famosa gaffe] Quando giocavo con la Roma e con la Lazio, conobbi Marco Mezzaroma.

[Maurizio Sarri] È un razzista, uomini come lui non devono stare nel calcio. Ha usato parole razziste, ha inveito contro di me poi mi ha urlato frocio e finocchio, sono orgoglioso di esserlo se lui è un uomo. Da uno come lui che ha 60 anni non lo accetto, si deve vergognare. Il quarto uomo ha sentito e non ha detto niente. Non voglio parlare della partita, non mi interessa niente. Uno di 60 anni che si comporta così è una vergogna, si può anche litigare, ma non così, sono andato a cercarlo e mi ha chiesto scusa negli spogliatoi, ma io gli ho detto di vergognarsi. In Inghilterra non metterebbe più piede in campo.

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