Frasi famose di Anelka

“Avevo deciso di accettare la loro proposta perché hanno una buona storia e perché erano al primo posto in Italia. Purtroppo, però, quella rimarrà la mia peggiore stagione: ho giocato solo 45 minuti e non ho mai potuto indossare la maglia bianconera allo Juventus Stadium davanti ai tifosi. Mi vergogno di quel trasferimento. Ho giocato e segnato in tante squadre tranne che a Torino. Senza mancare di rispetto a questa grande società, quindi, non si può affermare che ero un loro giocatore per come é andata a finire”.

In Sudafrica non sono servito a nulla. Domenech è riuscito a darmi il disgusto del calcio mentre partecipavo ai miei primi e ultimi Mondiali.

“Ho capito cosa significa essere una star quando sono arrivato a Madrid e poi l’ho odiato. Dopo la conferenza stampa, sono arrivato negli spogliatoi. Sono arrivato per primo e mi sono seduto. Ogni giocatore che veniva mi diceva: “Questo è il mio posto”. “Ah, mi scusi, posso sedermi lì?” “Sì, certo, lì sì” e un altro è venuto e ha detto: “Questo è il mio posto”. In questo modo, per altre venti volte. Ho pensato “Cosa ci faccio qui?” Questo sarà un ambiente duro e ostile “. Quel giorno è stato solo l’inizio di un incubo. Mi hanno dato la colpa di tutto, anche se volevo solo essere lasciato solo a concentrarmi sul mio calcio e dimostrare che avevo talento e potevo giocare per il Real”.

Sono pronto a rimanere, vorrei giocare negli Emirati Arabi. L’ idea di rientrare in Francia o in Inghilterra non mi attira per niente.

“Sono come Edmundo, lo adoro”.

“Non mi ricordo chi me lo ha affibbiato – ha detto in un’intervista di qualche anno fa – Non mi piace. Chi mi chiama così è perché non mi conosce. Fuori dal campo io rido e mi diverto, se non c’è da ridere non lo faccio a comando”.

“torno in Nazionale solo se me lo chiedono in ginocchio”.

“Mi trattano come un cane. Ho letto cose incredibili. Che passo il mio tempo al telefono, che sono una bestia, che nemmeno so attraversare la strada da solo…”.

“Fai a farti …, sporco figlio di …”.  offesa rivolta a Domenech, ct della Francia ai mondiali di Sudafrica 2010, frase che gli costò la squalifica di 18 partite dai Bleus e la fine della carriera a livello internazionale.

Davide Bernasconi

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