Frasi famose di Alex Zanardi

Di Alex Zanardi conosciamo ormai vita, morte (meglio risurrezioni) e  miracoli fatti in pista e sulla strada con l’handbike dopo il terribile incidente avvenuto nel 2001 che gli tolse due gambe ma non la voglia di lottare, visto il carisma che ha sempre saputo mostrare in diversi ambiti, non solo sportivi. Le sue frasi, da quelle ragionate che raccontano nei fatti il suo percorso, ai semplici aforismi che danno ancora più valore alla persona, ne sono piene i libri e le interviste che sovente ha rilasciato, dietro quel sorriso dolce e semplice tipico degli emiliani.

Frasi famose di Alex Zanardi

Sono Alex Zanardi, e se non avessi avuto l’incidente in cui ho perso le gambe ora non sarei così felice.

Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa.

Quando ti capita di arrivare a casa da perdente devi cercare di trovare una nuova opportunità, per capire che ce la puoi fare. Avevo due possibilità: rinunciare o cercare di appassionarmi a un nuovo progetto. Ho scelto la seconda, perché nello sport avevo capito che la cosa più bella è lavorare al progetto più che raggiungerlo. Oggi sono una persona molto felice, talmente felice da dire che l’incidente è stata la cosa più bella che mi potesse capitare.


Le corse rappresentano una bella fetta della mia storia, ma non sono di certo la parte più importante. Le mie più grandi passioni sono mio figlio Nicolò, le tagliatelle al ragù di mia madre e mia moglie Daniela, non necessariamente in quest’ordine.

La vita è come il caffè: puoi metterci tutto lo zucchero che vuoi, ma se lo vuoi addolcire devi girare il cucchiaino. A stare fermi non succede niente.

La vita è sempre legata alla capacità nostra di farci le domande giuste, le risposte che il progresso ci ha dato sono giuste, ma soltanto noi possiamo decidere dove vogliamo andare. La vita cambia in base alla nostra capacità di dare le giuste risposte alle nostre domande. Credo che il senso più profondo della vita sia quello di farsi domande, di rapportarci con gli altri utilizzando l’esempio che gli altri ci possono dare. Poi dobbiamo essere in grado di riorganizzare tutti questi ingredienti e cercare la nostra strada.

Non volevo dimostrare niente a nessuno, la sfida era solo con me stesso, ma se il mio esempio è servito a dare fiducia a qualcun altro, allora tanto meglio.


Spero che questi successi convincano qualche ragazzo disabile ad uscire di casa a riprendere a vivere con lo sport . La vita è sempre degna di essere vissuta e lo sport dà possibilità incredibili per migliorare il proprio quotidiano e ritrovare motivazioni.

Mi scalda il cuore che non mi sentano solo come uno sportivo, perché gli sportivi, anche quelli grandi, da Maradona, ad Alberto Tomba a Valentino Rossi, comunque un po’ dividono. Invece la gente vuole vedere in me qualcosa di diverso. E non me ne lamento, eh. Anzi: me ne compiaccio

È importante lavorare assaporando il gusto di ciò che fai. Il sacrificio passa inosservato se fai le cose con slancio ed entusiasmo.

Nella vita capita anche che, abbassando lo sguardo per cercare ciò che hai perso, scorgi proprio per questo qualcos’altro che vale la pena raccogliere.

Dove prendo tutta questa forza? Tante persone credono di aver già dato tutto e ancora non hanno tirato fuori il loro potenziale.

Quando hai 20 anni, non ti rendi conto del tuo potenziale. A 50 sei arrivato così tante volte al confine con lo sfinimento da sapere che, se tieni duro altri 5 secondi, vinci.

Se tutti potessero volare, forse anche Bolt si sentirebbe disabile a poter solo correre.


Ci si può drogare di cose buone e una di queste è certamente lo sport.

La vita è sempre degna di essere vissuta e lo sport dà possibilità incredibili per migliorare il proprio quotidiano e ritrovare motivazioni. Ho capito che il segreto per vivere bene è godersi il percorso perché quando tagli il traguardo è finita e subentra sempre un po’ di malinconia.

Se a un colloquio di lavoro ti si presenta uno bello, ben vestito, abbronzato, sei subito ben disposto. Se viene uno su una sedia a rotelle, sei molto diffidente. La grande sfida è lavorare perché ci si concentri sulle persone e quello che hanno da offrire.

Una persona con disabilità ha mille e più ragioni per essere arrabbiata con la vita e quando accade nessuno ha il diritto di biasimarla. Però, posso dire con certezza che io senza le gambe ho scoperto di poter fare più cose di quante ne servono a riempire il tempo a disposizione e sono certo che sia così per tutti.

La disabilità è una barriera ma di carattere psicologico, ci si immagina di dover affrontare la vita in modo impossibile. Se accetti e invece ti chiedi: come posso fare? le alternative esistono. Io lo posso testimoniare. La vita che conduco ora non ha niente in meno di quella di un tempo. Il messaggio è che è necessario raccontare che un modo può essere trovato e lo possono fare tutti.

Ammetto che essere Zanardi fa la differenza, ma tante persone sono ferme al giorno zero, non solo perché costrette a vivere della sola pensione di invalidità, ma anche perché, pur senza colpa evidente, non hanno mai trovato la forza di tentare. Mio padre diceva sempre: “Prendi ogni giornata come una nuova opportunità per aggiungere qualcosa al servizio della tua passione e pian piano le cose accadranno.

Ecco, credo che questa sia una grande verità per andare avanti e rincorrere i propri sogni.

Ogni volta che c’è stata un’opportunità di cambiamento, è stata trasformata in una chance per fare guai. La verità è che la mentalità degli italiani non cambia mai. Guarda il referendum sulle trivelle: è inutile che ci lamentiamo dei politici corrotti se poi quando abbiamo l’occasione di modificare le cose andiamo al mare.

Non volevo dimostrare niente a nessuno, la sfida era solo con me stesso, ma se il mio esempio è servito a dare fiducia a qualcun altro, allora tanto meglio.

Io faccio quel che mi compete, seguo la mia strada. Se poi qualcuno mi ringrazia perché in un momento difficile della sua vita ha intravisto in me una possibilità di riscatto, alzo il cappello, ci mancherebbe. Però finisce lì.

Non abbiamo ancora assistito ad una donna campione del mondo di Formula 1 unicamente perché ve ne sono arrivate poche, a fronte di un numero elevatissimo di uomini. Si tratta di un dato puramente statistico, sovrapponibile perfettamente a quello dei disabili.

A voi auguro di trasformare tutte le cose che sarete destinati a vivere in opportunità. Molti di voi magari in certe difficoltà della vita vedranno solo le difficoltà, ma spero che troviate invece in quelle difficoltà la spinta per andare avanti.

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