Franco Nieto: il calciatore argentino ucciso dalla ferocia ultrà

E’ una storia tragica e quasi raccapricciante. Si tratta di un calciatore che è stato vittima di qualcosa che non sarebbe mai dovuto accadere: quella violenza che raggiunse il suo massimo estremo. È la storia di Franco Nieto.

I fatti si verificarono nel dicembre 2014. Franco Nieto era un giocatore del Tiro Federal, una modesta squadra argentina che ha giocato una partita nella città di Aimogasta contro il Chacarita.

A 15 minuti dalla fine della gara, e con un risultato di 3-1 in favore del Tiro Federal, si scatenò una rissa in campo che si  concluse con otto espulsioni, tre del Tiro e cinque di Chacarita. L’arbitro decise di sospendere la partita.

Finita la partita, Franco Nieto lasciò lo stadio accompagnato dalla moglie e dalla figlia, una bambina di appena un mese, quando venne intercettato dalla Barra brava, così sono definiti i tifosi violenti nel calcio argentino, del Chacarita. Venne aggredito violentemente, con pugni e calci, fino a quando un ultra lo ha colpito alla testa con un sasso. Franco Nieto fu portato in ospedale in gravi condizioni e morì la mattina dopo.

In una successiva indagine si è appreso che l’autore del colpo di stato era un minore di soli 17 anni .

Dopo gli eventi, il campionato venne sospeso e ci fu una manifestazione per protestare contro la morte di Franco Nieto e contro la violenza nel calcio.

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