I padri della Juventus: i fratelli Canfari

Sono stati i fondatori (sarcasticamente i genitori) di uno dei grandi club della storia del calcio: la Juventus di Torino. Sono i fratelli Canfari.

La Juventus FC nacque nel 1897, diventando così il secondo club attivo più antico in Italia, dopo il Genoa. Venne fondata da un gruppo di studenti dell’Istituto Massimo D’Azeglio di Torino, prima con la denominazione di Sport-Club Juventus, e poi come Foot-Ball Club Juventus. Il nome è una parola latina (anche se la voce originale è iuventus) in riferimento alla giovinezza dei suoi fondatori, studenti appunto.

Due di loro si distinsero fra tutti, i fratelli genovesi Enrico ed Eugenio Canfari. Enrico, ad esempio, divenne il custode del primo pallone che, attraverso una raccolta di fondi, i giovani fondatori della Juve acquistarono per 12 lire al negozio di articoli sportivi Beaton.

Eugenio venne nominato primo presidente e un anno dopo gli succederà il fratello Enrico. Quest’ultimo seppe fondere nel suo ruolo anche il compito di giocatore.

Al momento di assumere l’incarico, Eugenio si espresse in un’impegnativa dichiarazione: «Chi indossa la nostra divisa, le rimarrà fedele malgrado tutto e la terrà come prezioso ricordo».

Inoltre il padre dei due fratelli era il titolare di un’officina meccanica in Corso Re Umberto 42 , nella città di Torino, che divenne la prima sede ufficiale della Juventus. Curiosamente, la ricerca della sede societaria, per non arrecare ulteriore fastidio al genitore, non fu semplice.

Stanziato un budget di spesa, dopo poche settimane, in cambio di una pigione di 6 lire al mese, Eugenio Canfari trovò una bell’appartamento, con 4 camere, un ampio cortile, una tettoia e una soffitta. Sarà il fulcro dei giovani bianconeri per poco tempo: dopo poco meno di un anno arrivò lo sfratto.

Fu Enrico ad avere la carriera più importante da giocatore, e infatti nel 1903 firmò con il Milan per giocare tre partite soltanto. Dopo aver appeso le scarpe al chiodo, cominciò ad arbitrare diventando in seguito il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri.

Nel 1915, con la carica di capitano, Enrico Canfari faceva parte del 112° Reggimento Fanteria Piacenza, che partecipò alla terza battaglia dell’Isonzo, presso Monte San Michele, nel corso della Prima Guerra Mondiale. Enrico Canfari purtroppo però perse precocemente la vita durante la battaglia. Aveva 38 anni.

Il fratello Eugenio non morì in guerra e morì nel 1962, all’età di 83 anni. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

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