Félix Carvajal: il primo cubano alle Olimpiadi

Andare a correre è molto di moda. Per molti, la corsa è uno stile di vita. Come quella del protagonista di oggi e la sua curiosa storia. Non è una storia epica. È la storia di Félix Carvajal, alias Andarín.

San Antonio de los Baños, Cuba, 18 marzo 1875. Nasce Félix de la Caridad Carvajal Soto. Quando era molto giovane, si trasferì a vivere all’Avana nella capitale dell’isola, ma visse sempre in completa povertà. Fin da quando era piccolo, ebbe come il suo più grande hobby la corsa. Felix non si ferma un minuto, correndo da un posto all’altro. All’età di 14 anni, sfidò un atleta spagnolo di nome Mariano Bielsa per vedere chi poteva resistere più a lungo a correre in un parco. Alle otto Bielsa partì. Felix gli seppe resistere per un altro paio d’ore.

Cominciò a guadagnarsi da vivere (male) come portiere d’albergo, postino e pubblicitario, camminando, correndo, facendo jogging tutto il giorno. Nella guerra a Cuba lavorò come posto per i Mambis (i cubani che affrontarono la Spagna). Ogni giorno correva 50 km. Si era già guadagnato il soprannome di Andarin.

Arriva l’anno 1904 e la città americana di Saint Louis (nello stato del Missouri) viene scelta per ospitare la III Olimpiade dell’Era Moderna. Qualcuno pensa che possa essere l’occasione per Felix e gli suggerisce di andare all’evento olimpico per emulare Spiridon Louis, il greco che vinse la prima maratona olimpica moderna, che dopo la sua impresa divenne una delle persone più popolari del suo paese.

A Felix l’idea piaceva ma c’era un problema. È povero e non ha modo di arrivare negli Stati Uniti. Così decide di chiedere aiuto alla gente dell’Avana. Indossa una maglietta con la scritta “Collabora con un atleta che vuole partecipare alle Olimpiadi di Saint Louis”. Alla fine, la sua determinazione gli fa ottenere i soldi per il biglietto della barca.

Durante il viaggio passa un periodo terribile (non aveva mai navigato), vomita soltanto e non riesce a mangiare. Al suo arrivo, ci sono due versioni. Uno, che arriva a New Orleans e spende i pochi soldi che aveva in bevande, gioco d’azzardo e donne. L’altro, che è quello che credo, è che è arrivato a Saint Louis appena in tempo, giusto per registrarsi, diventando così, tra l’altro, il primo atleta olimpico a Cuba. Arrivò in un tempo così stretto che non aveva più la divisa dei suoi pantaloni e dei suoi duri stivali da postino, il che provocò la beffa dei suoi 31 avversari (che tra l’altro erano tutti americani o inglesi o greci). Un’anima caritatevole lo aiutò a tagliarsi i pantaloni e quindi il suo aspetto era qualcosa di più… atletico.

Poco dopo l’inizio della gara, Walker Carvajal prese un notevole vantaggio. Quando il cubano stava andando per il chilometro 15, uno dei favoriti, l’americano Fred Lordz, si trovava ancora al 10. A 25 chilometri, e ad una temperatura di 32 gradi, Félix Carvajal inizia a notare qualcosa che alla fine sarà quello che lo affonderà: la fame

El Andarín non mangiava da quando aveva lasciato Cuba ed era sul punto di svenire. All’improvviso, vicino alla strada, vide un melo. Carvajal non ci pensò e prese cinque mele, che decise di mangiare nel bel mezzo della gara. Non aveva ancora finito la quarta quando vomitò, malgrado il quale continuò a mangiare. Ma subito gli venne un forte mal di pancia. Ebbe un attacco di diarrea. Dovette uscire dalla strada e “liberarsi”. Quando ebbe finito, si sedette di nuovo, ma di nuovo gli diede un’altra ‘spremitura’. In uno di questi (fino a tre volte dovette fermarsi), vide gli avversari iniziare a passare. Solo quattro però riuscirono a superarlo, ma abbastanza per Andarín per finire ad un triste quinto posto. Dicono che pianse amaramente. Cinque mele  lo tennero lontano dalla gloria.

Anche se, come dicevo, è arrivato quinto, il primo, Fred Lordz, era stato squalificato, poiché era saputo che aveva fatto gran parte del viaggio nell’auto del suo allenatore. Riuscì così ad essere quarto, a un passo dalle medaglie vinte dagli americani Thomas Hicks, Albert Coray e Arthur Newton. Solo 14 dei 32 partecipanti avevano terminato la gara.

Senza un soldo, Carvajal dovette ripetere il suo metodo di raccolta fondi per tornare a Cuba, dove rimase povero, molto povero. Nonostante ciò, continuò a correre a Cuba finché la sua età lo consentì, fino a quando il 19 gennaio 1949, un attacco di cuore pose fine alla sua vita. Sempre a Cuba, quando qualcuno corre molto, si dice che corra più di Félix Carvajal, o Andarín.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

venti + 7 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.