Essere tifoso di calcio: le regole del perfetto fan di una squadra

Essere appassionati di calcio si traduce in “essere tifoso” di una squadra, supportare, come traduzione quasi letterale  dall’inglese “supporter” i colori di un club, non importa in quale livello competa. A volte poi la passione viene tramandata di padre in figlio e nel corso di intere generazioni trovare la “pecora nera”, magari se trattasi di squadre cittadine, può portare nel peggiore dei casi, a rompere amicizie.

Spesso l’amore nasce fin dalla più tenera età, d’altronde il pallone da calcio è uno dei regali più apprezzati e scegliere  la propria squadra e mantenerla per tutta la vita è più di una fede. In quel momento la cameretta diventa la “tana”: poster di intere generazioni di calciatori che hanno scelto di giocare per te (la tua squadra, ovvio) diventano luoghi di ammirazione, da mostrare agli amici ed i cambi di casacca, ormai consuetudine, si trasformano in momenti tristi che portano alla rimozione, magari frenetica dell’immagine fin li sacra. Ma in concreto, quali sono i punti base per capire se stiamo incontrando un “vero tifoso” di calcio?

1) Spettatore

Conoscere la storia del club, la rosa, rimanere aggiornati sui risultati ed i prossimi incontri è fondamentale, ma se non si va allo stadio a vedere la propria squadra, tutto quello detto prima è inutile. La regola base, con grande gioia di moglie e fidanzate, è andare a vedere personalmente tutti i matches, in casa e fuori. Comprese le amichevoli pre-campionato. Nulla c’è di meglio che assaporare l’atmosfera dello stadio, sostenere con i cori i propri beniamini, anche quando magari si è sotto nel punteggio per 3-0. L’atmosfera, farne parte, è tutto per un tifoso e fa diventare la partita un qualcosa ancora più speciale.

2) Partecipazione

Essere partecipativi, o come i più moderni manuali di psicologia indicano, essere proattivi. Non è limitarsi a “guardare”, ma essere sul campo, come se si avesse addosso la maglia con i colori preferiti. Sostituirsi al tecnico, con consigli ed indicazioni, dove i gesti hanno parte fondamentale. D’altronde, quanti notano se il proprio allenatore rimane seduto o comincia a mulinare le braccia in aria cercando di fornire le indicazioni utili? E magari tanti vorrebbero avere un Pesaola in panchina (il famoso Petisso), noto per alternare agitazione a tranquillità durante i 90 minuti della gara. Attendere i giocatori al termine della gara, anche in caso di maltempo, per contestarli (civilmente) o applaudirli dopo una grande vittoria, fa parte del matrimonio celebrato con i colori del cuore.

3) Rituali

Prima e dopo la partita eseguire gli stessi identici rituali: fare attenzione a quello che si mangia, a cosa si indossa, a quale sciarpa si prende dall’armadio. I rituali pre-gara sono fondamentali: che maglietta avevo quando il bomber fece tripletta, oppure avrò buttato il maglione che indossavo quando perdemmo 5-0? Ed allora via con la ricerca furiosa, prima nella memoria personale e poi sugli scaffali, come se la vittoria o la sconfitta, la parata o la rete decisiva dipendesse da quel paio di scarpe (il mio) e non dal fatto che il mio attaccante si è alzato con la febbre. E se poi è stato un trionfo, il week-end successivo, pronti a ripetere tutto!!!

4) Il campione preferito

Avere uno o due beniamini. Parlare in maniera appassionata quando nelle discussioni, al bar, al campetto o nello spogliatoio, se il calcio non è solo il nostro sport preferito da guardare, ma anche da praticare. Gli idoli sono idoli, sono intoccabili, perché il calcio è una religione. Ed appena le prime voci di calciomercato lo vedono in partenza, si cerca sui social networks conferme a tali spifferi di corridoio, sperando e pensando che si tratti solo di gelosie interne al club. Allora, meglio passare al punto successivo perché il binomio giocatore-squadra è pensato, dal tifoso sfegatato, più duraturo del proprio fidanzamento o matrimonio

5) Merchandising

Tifare per dei colori, a strisce o a tinta unita, senza averne una copia (della maglietta) nell’armadio? Impossibile per un vero  tifoso: che sia da mostrare agli amici, o da indossare guardando la partita in tv oppure allo stadio, non è possibile rimanere sprovvisti. E poi con la modernità, il “marchio” sul retro ricorda a tutti il beniamino preferito. Ovvio, con un calciomercato praticamente sempre attivo, i cambi di casacca possono essere all’ordine del giorno ed il tifoso che fa? Si adegua, d’altronde a volte, canta “solo per la maglia”.  Ed allora meglio essere pronti a recarsi presso lo store più vicino, mentre la vecchia (maglia, non squadra) può finire nel cassetto più lontano o, se vogliamo disfarcene, a qualche mercatino dell’usato troveremo sicuramente qualcuno che ne diventi il nuovo possessore. Ma dato che il calcio è vissuto 24/7, perché non fare colazione con la tazza, pranzare in piatti e magari dormire in un letto che abbia colori e simbolo della nostra squadra del cuore.

6) Conoscere i risultati

Sapere in anticipo se andrete allo stadio, beh quello è ovvio, avete  fatto l’abbonamento per l’ennesimo anno, stesso posto, stesso settore, anche  qualora il posto sia in piedi, come nelle parti più caldi dello stadio, sperando che il vicino, se simpatico, vi segue fedelmente, altrimenti, come dire, meglio perderlo che trovarlo. Ma se non avete stampato in mente, oltre che il calendario, anche il risultato dell’ultima partita, come pensate di potervi presentare allo stadio ? Ovvio, conoscete a memoria risultato finale, parziale, marcatori, ammoniti ed espulsi, cambi fatti e magari avete in testa anche chi avrebbe cacciato dal terreno a metà partita. Tutto questo per cosa? Per poter dire all’amico allo stadio come vedreste bene in campo Tizio che lo scorso week-end bene si è comportato oppure che Caio forse, è meglio cambi mestiere.

7) Conoscere la tua storia

Tutte le squadre hanno vinto qualcosa, od hanno perso qualcosa nel corso del loro percorso nel mondo del calcio. Per non dire di allenatori rimasti per un decennio o di altri che sono stati più che meteore. Poi, ovvio, i protagonisti in campo, il bomber o il miglior portiere, il difensore con più espulsioni o l’ala che sapeva crossare come se usasse le mani. Tutto questo fa la storia del tuo club, quello che per cui soffri o gioisci, piangi o ridi, non c’è stagione che tenga, sole o pioggia che ti fermi. La Storia della tua squadra del cuore è tutto, e se un giorno, ti dicessero di dover compilare il curriculum vitae, beh non ti tireresti  indietro e lo sapresti snocciolare a menadito.

Ed allora, quando inizia il campionato??????

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